Expo, ministero: Salute delle donne passa anche dal cibo

Di Laura Carcano

Roma, 26 ott. (LaPresse) - Nell'anno dell'Expo Milano 2015, che si sta avviando a conclusione, anche il ministero della Salute, con 'SalutExpo', attraverso molteplici iniziative nell'ambito dell'esposizione universale, ha celebrato il cibo come chiave per stare bene con se stessi e con gli altri. Sei mesi di eventi, incontri con esperti e appuntamenti internazionali per riflettere sull'importanza di un'adeguata cultura della nutrizione, così come sui due capitoli fondamentali richiamati dalla Carta di Milano, sicurezza alimentare e contrasto alle frodi. Grande spazio è stato dedicato anche alla alimentazione legata alla salute femminile nello 'Spazio Donna' ad Expo. A tracciare un primo bilancio dell'esperienza è il direttore generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco.

Sei mesi di eventi, incontri, approfondimenti a 'SalutExpo' legati al tema della nutrizione. Quale era il vostro obiettivo e quale è stata la risposta del pubblico?

"Abbiamo avuto un centinaio di incontri con gruppi di popolazione rappresentati dalle donne e dai giovani. In particolare, per quanto riguarda le donne, si sono susseguiti oltre 40 appuntamenti nei quali volevamo affrontare e discutere in maniera anche semplice e non troppo tecnica temi importanti per la salute collegati alla nutrizione, in particolare legati alla salute femminile. Questo perché le donne, per la loro stessa fisiologia, oltre ad avere i comuni problemi in campo nutrizionale, ne hanno alcuni collegati ad alcune fasi della loro vita, come la pubertà, le gravidanze e la fase post menopausale. Abbiamo quindi ritenuto che proprio le donne fossero uno dei target cui rivolgersi durante il periodo di Expo".

Che riscontri hanno avuto gli incontri?

"Hanno superato le nostre aspettative: c'è stato un grande interesse verso queste iniziative e verso quanto i nostri esperti hanno detto durante gli incontri, testimoniato non solo dall'interazione durante gli appuntamenti, ma anche dai ritorni sui social e sugli altri mezzi che il Ministero della Salute mette a disposizione dei cittadini per dialogare con noi".

Le donne hanno una sufficiente consapevolezza dell'importanza delle diverse fasi dal punto di vista nutrizionale nel corso della loro vita? E che ruolo hanno nel diffondere questa consapevolezza i media e i medici, sia quelli di medicina generale, sia gli specialisti?

"C'è certamente una maggiore attenzione a questi temi ed Expo è stato un volano per la diffusione di molte informazioni attraverso questi incontri per diffondere messaggi. E' c'è una consapevolezza sul fatto che i temi dell'alimentazione vanno conosciuti e che è necessaria una educazione su come gestire il nostro quotidiano rapporto con il cibo. Tuttavia è anche necessario accompagnare le donne e le altre fasce della popolazione in questo cammino, perché possano distinguere le informazioni corrette da quelle che non sono provate scientificamente o addirittura inducono a comportamenti sbagliati. Questo è stato il nostro sforzo durante il periodo di Expo, perché abbiamo notato che su alcuni temi era necessaria una maggiore informazione. Per quanto riguarda le donne, le fasce di età che riguardano la pubertà, la gravidanza e poi la menopausa necessitano di una particolare attenzione, al di là dei concetti nutrizionali generali per la prevenzione delle malattie. E noi su questo ci siamo concentrati a 'SalutExpo'. Abbiamo affrontato alcuni temi specifici. Con le donne abbiamo parlato di osteoporosi, di alimentazione in gravidanza e durante l'allattamento, oltre che di allattamento in sé, che è uno dei temi importanti su cui il Ministero della Salute investe annualmente risorse in iniziative di comunicazione. Abbiamo però affrontato anche altri temi che riguardano la sicurezza del cibo. Non dimentichiamo infatti che il comportamento nelle nostre case e in particolare nelle nostre cucine e nel nostro frigorifero può vanificare tutti gli sforzi che a livello di produzione e trasformazione vengono fatti per portare sulle nostre tavole cibo sicuro. A 'SalutExpo' abbiamo dato delle indicazioni in alcuni seminari e incontri anche su questo specifico aspetto".

Come proseguirà questo impegno di educazione e informazione in campo nutrizionale?

"C'è molta sete di informazioni corrette da parte del pubblico. Quindi il ministero sente il dovere di pubblicare informazioni che siano al tempo stesso aggiornate, di semplice lettura, ma rigorose sul piano scientifico: è uno sforzo quotidiano che abbiamo visto, proprio durante Expo, quanto sia importante e che pertanto intendiamo proseguire nel tempo attraverso tutti i canali che le moderne tecnologie ci mettono a disposizione. Possiamo cosi continuare ad avere un canale quotidiano di dialogo con i nostri cittadini, ma al tempo stesso rassicurarli che con queste fonti tecnicamente ineccepibili e scientificamente rigorose possono contare su informazioni che non facciano incorrere nei falsi miti che purtroppo circolano".

Da questa esperienza a Expo del Ministero della Salute quali collaborazioni sono nate a livello istituzionale sui temi della alimentazione e della sicurezza alimentare?

"Da 'SalutExpo' abbiamo tratto spunti e stabilito una rete di rapporti con le istituzioni che intendiamo mantenere attiva.

Le prime iniziative avviate riguardano le criticità del settore nutrizionale e sono state segnalate dal territorio. Il Ministero ha raccolto queste segnalazioni e ha avviato un tavolo che si è riunito in questi giorni per la prima volta e che intende promuovere delle azioni per risolvere queste problematiche. Stiamo anche lavorando con le associazioni industriali per arrivare a un miglioramento della qualità nutrizionale del cibo. Sul piano dei disturbi del comportamento alimentare che interessa soprattutto le ragazze abbiamo aperto un tavolo che sta cercando di stabilire delle linee guida per la gestione di queste problematiche. Continueremo la nostra azione sul piano della scuola e in altri settori. Sono solo alcune delle prime iniziative che rappresentano certamente il seguito di Expo e degli impegni che abbiamo assunto, anche grazie alla sottoscrizione della Carta di Milano, per migliorare la qualità della alimentazione dei cittadini".

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