Darù: Sono delusa da Corona ma gli voglio ancora bene
L'ex collaboratrice ha testimoniato al processo contro l'ex re dei paparazzi

"Fabrizio è un gran lavoratore, uno stacanovista, spesso lavoravamo fino alle 2 o alle 3 di notte è alle 9 di mattina lui era di nuovo in ufficio. Ha adatto moltissime serate e ha guadagnato molti soldi". Lo ha detto l'ex collaboratrice di Fabrizio Corona, Geraldine Darú, testimoniando nel processo a carico dell'ex re dei paparazzi e dell'ex collaboratrice Francesca Persi per i 2,6 milioni di euro trovato nel controsoffitto della casa della donna e in due cassette di sicurezza in Austria. Geraldine Darù ha spiegato che nell'anno in cui ha lavorato per Corona percepiva "mille euro al mese più una percentuale per i clienti" che portava. I compensi li percepiva "in contanti" ma non aveva un vero e proprio contratto di lavoro.

Proprio "la mancata regolarizzazione del contratto di lavoro è stata la causa scatenante della rottura con Fabrizio", ha spiegato la donna. "Ho creduto a Fabrizio per un anno - ha aggiunto - perché non dovevo credergli?", ha aggiunto. "Non rinnego il mio affetto per Fabrizio, sono delusa, ho rotto i rapporti con lui dopo la perquisizione in cui vennero trovati i contanti e perché non ero stata pagata per tutto il mio lavoro, ma io gli voglio ancora bene, persino oggi", ha concluso.

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