Barbieri: Le mie foto prendono vita grazie a Elena Mirò
Intervista al fotografo, autore di una campagna speciale per i 30 anni del marchio di abbigliamento del gruppo Miroglio

Dalle foreste lussureggianti delle Seychelles e di Tahiti ai preziosi tessuti di un noto brand di moda: questo lo straordinario viaggio 'virtuale' compiuto dai fiori di Gian Paolo Barbieri, maestro della fotografia di moda da sempre innamorato di corolle, petali e boccioli.


L'occasione di questo 'viaggio' è un compleanno molto speciale: Elena Mirò, noto marchio di abbigliamento del gruppo Miroglio, festeggia i suoi 30 anni di vita. Per celebrare questi tre decenni di successi, ha pensato a una campagna fotografica speciale, dove la protagonista è Candice Huffine, una tra le più famose top model curvy, che con la sua freschezza e spontaneità incarna perfettamente lo spirito del brand. Le immagini di questa campagna sono state scattate dallo stesso Barbieri, che ha visto tornare a rivivere, sugli abiti indossati dalla top americana, alcune delle sue fotografie di fiori, appositamente stampate sui tessuti di Elena Mirò. Non solo: le bellissime immagini, scattate nel corso di 15 anni in diversi luoghi del mondo, sono anche state raccolte in un libro, 'Fiori', a testimonianza dell'amore dell'artista per questi elementi della natura.
Una serie di grandi emozioni per Barbieri, come ci racconta lui stesso in questa intervista.


Facciamo un passo indietro: da quando e perché lei, che è considerato un maestro della fotografia di moda, ha cominciato a scattare foto di fiori?

Io ho sempre fotografato la moda, mentre i fiori ho cominciato a scattarli quando andavo in vacanza. Per le mie vacanze sceglievo sempre luoghi dove ci fosse un clima tropicale, così ero in contatto con fiori molto belli che qui, nel clima mediterraneo, difficilmente potevo trovare, tipo gli anthurium, le orchidee, i frangipane. Mi appassionava molto fotografare il fiore, perché lo trovavo un elemento della natura meraviglioso che per me è sempre stato un mistero: mi affascinava. Ho cominciato un po' per volta a fotografarli e a raccogliere in un quaderno il giorno degli scatti, l'ora, se c'era il sole, se scattavo all'interno o all'esterno, se usavo un filtro rosso. Così ho cominciato a radunare una serie di negativi di fiori, che poi mi sono tornati utili perché, mi dicevo, 'Riuscirò, un giorno, a farne un libro'. Il team di Elena Mirò mi ha dato l'occasione di tirare fuori dal cassetto tutti questi negativi, metterli insieme e creare finalmente un libro.

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