Dal cancro alla gola alla tracheostomia che ha danneggiato per sempre la sua voce, la star di Hollywood si racconta nel documentario "Val"

 
 
 
 
 
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Val Kilmer

Un nuovo modo di vivere per Val Kilmer. Dopo la diagnosi di cancro alla gola e i trattamenti di radioterapia e chemioterapia, avvenuti 6 anni fa, e dopo la tracheostomia che ha danneggiato in modo permanente la sua voce, la star di Hollywood, 63 anni, mostra un lato nascosto di sé.

E lo fa attraverso il documentarioVal“, diretto da Leo Scott e Ting Poo e disponibile su Amazon Prime Video: “Ora è più difficile parlare. Voglio raccontare la mia storia più che mai” ha raccontato a People l’attore, che ha anche spiegato di poter ingerire cibo solo attraverso un sondino e, di conseguenza, di dover sempre scegliere tra mangiare e respirare.

Scott e Poo hanno avvicinato Val Kilmer circa 3 anni fa, durante la lavorazione dello spettacolo “Cinema Twain“: “Non ha la vanità che ti aspetteresti da qualcuno della sua fama e celebrità. Non ha mai avuto quel tipo di artificio o protezione che le persone davvero famose si costruiscono intorno” hanno raccontato. “Val è una persona ricca di sfumature. In lui c’è una giocosità infantile, ma anche la profonda saggezza di un uomo che ha seguito un percorso spirituale per tutta la sua vita. Ha molti opposti che lo rendono incredibilmente interessante ed è questo il motivo per cui il nostro film merita una possibilità”.

Val Kilmer in “Top Gun: Maverick”: “Tom ed io abbiamo ripreso da dove avevamo lasciato”

Nel frattempo l’attore continua a lavorare: nel 2020 ha recitato insieme alla figlia Mercedes nel thrillerPaydirt” mentre presto lo rivedremo anche insieme a Tom Cruise in “Top Gun: Maverick” (che dovrebbe uscire in sala il 23 dicembre), nei panni di Iceman. “Come cantavano The Temptations nell’epoca d’oro della Mowtown, ‘non sono troppo orgoglioso da non supplicare’. I produttori mi hanno voluto, Tom mi ha voluto. Tom non avrebbe potuto essere più fico. Tom ed io abbiamo ripreso da dove avevamo lasciato. Ritrovarci è stato fantastico” ha affermato lo scorso anno in un’intervista.

Leo Scott ha successivamente affermato: “Ha continuato a esprimersi in modo creativo. Realizza delle opere d’arte incredibili. È sempre positivo e non è uno che si autocommisera. Si è evoluto come tutti noi, ma nel materiale presente nel documentario si vedono tanti temi che ritornano: è sempre stato una persona spirituale, è sempre stato creativo, super esilarante ed è sempre stato legatissimo ai suoi figli. Tutto questo rimane”.

Mentre Val ha concluso: “Mi sono comportato in modo strano con alcuni. Non nego niente di tutto questo e non ho rimpianti perché ho perso e ritrovato parti di me che non sapevo esistessero. Sono benedetto“.

 
 
 
 
 
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