Alessandro Borghi, sempre riservato sulla sua vita privata, si lascia andare a parole d'amore per la fidanzata Irene Forti

 
 
 
 
 
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Alessandro Borghi, Irene Forti, Instagram

Dopo la lunga storia d’amore avuta con Roberta Pitrone, il famoso attore italiano Alessandro Borghi è legato da ormai circa due anni alla modella e manager Irene Forti.

I due si sarebbero conosciuti a Londra nell’estate del 2019 e sarebbe stato sin da subito un vero e proprio colpo di fulmine: da gennaio 2020, stando a quanto riportato da diversi rumors, convivono alla Garbatella, storico quartiere di Roma.

Alessandro Borghi sulla sua Irene: “La persona più acculturata che io conosca”

Un amore vissuto volontariamente lontano dai riflettori, senza interviste sulla loro vita privata e, soprattutto, con pochissime foto social. Ma è stato proprio Alessandro Borghi, nei giorni scorsi, a fare un’eccezione. L’attore ha difatti rivelato che ha ricominciato a leggere tanti libri ed è solo merito della sua Irene: “La mia fidanzata è la persona più acculturata che io conosca, divora quattro libri a settimana: cosa che mi faceva sentire un ignorante, quindi ho detto ok, mettiamoci in pari. E guarda caso il primo libro che mi ha consigliato quando ci siamo messi insieme è stato “Le otto montagne”.

Sempre Alessandro ha affermato a Io Donna che “gli uomini da soli hanno poche chance di essere interessanti: devono sempre essere accompagnati, se ci riescono, da una donna più interessante di loro: io adesso ce l’ho”.

Poi si schernisce sui suoi difetti: “Ho una mania del controllo che deriva in parte dal mio segno zodiacale, la Vergine,e in parte dal fatto che – è cosa nota – sono affetto dalla sindrome di Tourette che fa parte dei disturbi ossessivo-compulsivi e quando qualcosa non va come voglio mi arrabbio”.

Alessandro Borghi: “Spero che la mia fidanzata non legga questa intervista”

“Questo mi spinge da un lato a fare bene le cose, dall’altro a essere poco simpatico nei confronti degli altri” ha proseguito Alessandro. “Spero che la mia fidanzata non legga questa intervista, perché lei me lo dice sempre e io nego: ma a volte sono convinto che il mio modo sia l’unico giusto. Dentro so che non è così, però me ne accorgo magari una settimana dopo”.

Mentre, a proposito dell’idea di diventare genitore, afferma: “La prima cosa che farei sarebbe mandarli via dall’Italia, un Paese meraviglioso dove però – se già prima non c’era una reale libertà – con l’avvento dei social ce n’è ancora meno: siamo liberi solo per finta“.

“Ho vissuto per qualche tempo a Londra lavorando nella serie “Diavoli” e mi sono reso conto che là le persone sono abituate a sentirsi libere di vestirsi come vogliono, o di mostrare il proprio orientamento sessuale” ha proseguito.

“Se vai al ristorante al tavolo vedi un ragazzo di colore, un cinese, un italiano, un cattolico, un musulmano: ed è la città che ha deciso di abituare i cittadini a essere questo mix di esseri umani. La mia Roma è enorme ma nella testa rimane una piccola provincia, come è provinciale la mentalità dell’Italia in generale”.

 
 
 
 
 
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