La conduttrice di 'Belve' (Raidue), intervistata da Novella 2000, racconta il suo lato nascosto

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Francesca Fagnani da Instagram

Dopo tre stagioni su Nove, ‘Belve‘ il programma di Francesca Fagnani, è passato su Raidue, la stessa rete di ‘Annozero’ di Michele Santoro, il programma che è stato la scuola sul campo della giornalista oggi compagna di Enrico Mentana, direttore del Tg La7.
Ogni venerdì alle 22.55, Francesca Fagnani propone due interviste che indagano nella parte istintiva dei suoi ospiti.
“Punto a far emergere le ombre. Chi sta al gioco, chi si pone nel modo più sincero, chi evita di nascondersi, entra in empatia con il pubblico, perché è nei nostri difetti che risultiamo umani, non nella perfezione”, ha detto a ‘Novella 2000‘, in un’intervista di Massimo Murianni che riproponiamo.

Iniziamo la chiacchierata telefonica con la giornalista,  con la domanda con cui lei apre le sue interviste televisive. Francesca, mi racconti una tua “belvata”?
“Così è difficile, preferisco stare dall’altra parte, fare le domande. Fammi pensare…”.

Mentre ci pensi, perché dai del lei alle persone che intervisti, anche se loro rispondono con il tu?
“È una scelta precisa. Me lo ha insegnato Michele Santoro, il mio maestro televisivo, e lo condivido. Dare del tu a tutti, come si usa ormai ovunque in tv, è una cafonata secondo me. E poi dare del lei aiuta a creare una distanza con l’intervistato, utile a essere distaccato, obiettivo”.

Quindi ho iniziato malissimo, usando il tu abituale tra colleghi?
“No, che c’entra? Quella è tv, al telefono è diverso”.

Continuo con il tu, allora. Perché non ti piace stare dalla parte dell’intervistato?
“Perché sono vigliacca, credo”.

Come tutti. Novella2000 in più intimorisce, non sono in tanti a muoversi con indifferenza nel gossip, quando ne diventano protagonisti. Saccheggio un’altra domanda dal tuo repertorio di ‘Belve’: che rapporto hai con il gossip?
“Non ho un buon rapporto. Non cerco quel tipo di visibilità e non la voglio. Non troverai mai un servizio fotografico posato di me e Enrico”.

Voglio essere giudicata come Francesca Fagnani non come compagna di Enrico Mentana

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Francesca Fagnani con uno dei suoi cani. Da instagram

Ho guardato il tuo profilo Instagram. In ordine decrescente, per quantità di post, pubblichi foto di: lavoro, cibo, cani, montagna, mare (poco), Mentana (pochissimo). Tralasciamo il lavoro, per ora, anche tu sei tra quelli che non riescono a godersi un piatto se prima non lo fotografano?
“Per me l’enograstronomia è una vera passione. Ho fatto recentemente un corso da sommelier, mi piace cucinare, mi piace parlare di cibo. L’ho ereditato dalla mia famiglia, dove si parla sempre di cibo, e si organizzato pranzi e cene incredibili”.

Passiamo ai cani.
“Nina e Bice, detta Scampia. Come nella serie ‘La Casa di Carta’, dove i protagonisti si chiamano con i nomi di città, lei è Scampia, è senza regole”.

Ami la montagna più del mare?
“Sì, dà più possibilità. Al mare dopo pochi giorni non ne posso più, sempre lo stesso panorama”.

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Francesca Fagnani con Enrico Mentana. Da instagram

Non resta che Mentana… Una solo foto insieme in tutto il tuo profilo Instagram, nonostante siate una coppia consolidata da anni.
“Perché lui è già presente in ogni cosa che faccio, non serve mettere foto di coppia sui social. Che dici, ti è piaciuta la risposta?”.

Una risposta ruffiana. Perché tanta discrezione sulla vita privata, nonostante siate due personaggi noti, televisivi?
“Non voglio mischiare la vita privata con quella professionale. Voglio che mi si giudichi, apprezzi o critichi, per quello che sono, non perché sto con Enrico Mentana”.

Nella vita sei una belva?
“Nel lavoro sì, sono molto determinata. Nel privato meno, perché lì c’è in gioco il cuore, e quando torni a casa vuoi togliere la corazza, rilassarti, smettere di combattere”.

Rosalinda Celentano e Sonia Bruganelli sono vere ‘Belve’

Tra le persone incontrate per il programma, chi è veramente belva?
“In questa stagione, per ora Rosalinda Celentano, che ho avuto ospite nella prima puntata. Dura con se stessa, senza la minima pietà. E Sonia Bruganelli, la moglie di Paolo Bonolis, che ha raccontato in modo diretto le difficoltà che ha avuto per accettare la figlia disabile. Ci vogliono coraggio e forza per aprirsi così”.

Hai invitato tante donne, pochissimi uomini. Perché?
“Una provocazione contro le quote rosa. Io sono contraria, penso che una donna debba guadagnarsi il posto per merito, non perché le è riservato uno spazio. Così ho deciso di avere le “quote azzurre” nel mio programma. In questa stagione intervisterò in tutto diciotto donne, e due uomini: Marco Travaglio e un altro che sarà una sorpresa”.

Ora ti tocca rispondere alla prima domanda: una belvata fatta?
“Sul lavoro, ho usato le telecamere nascoste per le inchieste sulla pedofilia. Non è uno strumento che giustifico sempre, ma in quel caso non c’era alternativa. Oppure sono andata a citofonare a casa di noti criminali per cercare di intervistarli…”.

Questa è determinazione nel mestiere. Le belvate private invece?
“Ho una sorella gemella, Elena. Siamo molto diverse fisicamente. E da piccola dicevo a tutti che lei era stata adottata. Anche a lei, cercavo di convincerla, spiegandole che mamma e papà non volevano dirglielo, ma era evidente che essendo lei mora e tutti noi biondi, doveva essere stata adottata. L’ho detto anche alle maestre, alle mamme dei miei compagni, a tutti”.

Nonostante questo, Elena ti saluta ancora?
“Sì, i rapporti sono rimasti buoni”.

Qualcosa di più recente?
“Da ragazza mi stancavo velocemente dei ragazzi. Così, quando venivano a citofonare a casa, io facevo rispondere i miei e fingevo di essere uscita. Una volta, mia mamma, impietosita per uno di questi ragazzi delusi, lo ha fatto salire comunque a casa, e lo ha anche invitato a cena. E mentre loro mangiavano, io sono rimasta chiusa in camera mia, immobile, in totale silenzio, per non farmi scoprire. Mi si è rivolta contro la mia belvata”.

Qui la belva è stata tua mamma.
«Le faceva pena quel ragazzo».

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