Continua la parabola discendente del terzogenito della regina Elisabetta, finito nella tempesta per il coinvolgimento in un clamoroso caso di pedofilia

I funerali del Principe Filippo a Windsor

Il principe Andrea ai funerali di Filippo d’Edimburgo

La parabola discendente del sessantunenne principe Andrea, terzogenito della regina Elisabetta e del compianto Filippo d’Edimburgo, è iniziata nel 2019. Per via del suo coinvolgimento nello scandalo che ha per protagonista Jeffrey Epstein, il miliardario americano, amico di vecchia data di Andrea, accusato di decine di casi di abusi sessuali su minorenni e morto suicida in carcere due anni fa.

Il principe, a sua volta sospettato di aver fatto sesso con l’allora diciassettenne Virginia Roberts, che oggi è la sua principale accusatrice (le indagini sono ancora in corso), già 3 anni fa era stato “licenziato” dai doveri reali. Una decisione della regina Elisabetta: niente più uffici a Buckingham Palace, niente più impegni ufficiali per conto della mamma sovrana. 

Il principe Andrea già 3 anni fa era stato “licenziato” dalla regina

Ora si scopre che la luce sinistra gettata su Andrea di York dallo scandalo Epstein ha provocato anche altre conseguenze. Dal 2019 a oggi, il principe è stato scaricato da 50 organizzazioni benefiche di cui era patrono. Motivo: “Non è più appropriato continuare a collaborare con lui”. Questa la spiegazione fornita al ‘Telegraph’, senza tanti giri di parole, dalle 50 charity (su 150) che hanno confermato di aver interrotto ogni rapporto con il principe. 

Andrea in questi anni ha sempre giurato di non aver mai fatto sesso con minorenni. E ha spiegato che con Epstein aveva solo rapporti d’affari. Ma Ian Halperin, nel libro-bomba ‘Sex, Lies and Dirty Money By The World’s Powerful Elite’, assicura che a legarli c’erano ben altre e scandalose ragioni. Il miliardario forniva al principe “ragazze con cui fare sesso”.

“È questo il motivo per cui erano amici. Andrea aveva un’ossessione per le ragazze dai capelli rossi. E Epstein gli rimediava le più belle rosse su piazza”. Le indagini sono ancora in corso, ma 50 enti benefici britannici hanno già emesso la loro sentenza: un patrono così “non è appropriato”.

 

 

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