Il nome della star compare nei documenti relativi al sequestro di un reperto nel 2016, ma lei smentisce

Kim Kardashian si è trovata, sua malgrado, coinvolta in un’inaspettata disputa internazionale di contrabbando d’arte. Al centro della contesa un’antica scultura romana importata dall’Italia in California a suo nome.

La star, in procinto di divorziare dal marito Kanye West, sarebbe stata citata nei documenti legali come importatrice di un’antica statua romana che le autorità statunitensi hanno bloccato alla dogana di Los Angeles 5 anni fa perché rubata dall’Italia.

Kim Kardashian ha chiesto il divorzio da Kanye West

Kim Kardashian ha chiesto il divorzio da Kanye West

La settimana scorsa, infatti, i magistrati statunitensi hanno ordinato la restituzione dell’opera all’Italia, ritenendola importata illegalmente negli Stati Uniti.

La scultura era stata sequestrata nel porto di Los Angeles nel 2016 come parte di una spedizione di antichità, mobili moderni e oggetti decorativi del valore complessivo di circa 750mila dollari.

La decisione americana si baserebbe, infatti, sul parere di un archeologo italiano che ritiene che la statua, indicata nel procedimento come ‘Atena Samian di Myron‘ e sequestrata nel 2016 nel porto di Los Angeles, sia stata “saccheggiata, contrabbandata ed esportata illegalmente”.

Immediata la smentita da parte di Kim Kardashian

Secondo la ricostruzione fatta degli inquirenti, un mercante d’arte belga sarebbe stato incaricato di decorare la villa di Los Angeles della star.

I documenti del tribunale affermano che destinatario e importatore era indicato come Kim Kardashian DBA Noel Roberts Trust con sede a Woodland Hills, un sobborgo di Los Angeles. Il riferimento è a una fattura per la vendita della statua da parte della Noel Robert Trust, società legata a passate transazioni di acquisti e vendite immobiliari di Kardashian, 40 anni, e di Kanye West, 43 anni, negli Stati Uniti.

Kim Kardashian, attraverso un portavoce, si è detta “totalmente estranea” all’intera vicenda. “Ha appreso della statuetta dai giornali. Lo spedizioniere ha usato il suo nome senza autorizzazione, e lei non ne aveva idea. Speriamo che la statua sia restituita in fretta a chi ha i diritti di possederla”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata