Blogger e influencer, su @asmileplease passa dal fashion agli argomenti della vita di tutti i giorni con ironia e leggerezza

Nadia La Bella, 53 anni, ma solo all’anagrafe. Blogger e influencer, parla a un pubblico di donne over 40/50, ma non solo. “Sono una donna che ha faticato tutta la vita per essere all’altezza del proprio cognome” dice con l’ironia che la contraddistingue. Barbara Fabbroni l’ha intervistata.

Chi è Nadia La Bella?
“Una donna piena di idee con la pigrizia di metterle in pratica finché non ha trovato la sua vera strada a 49 anni. La passione per la moda, il divertimento nell’interpretarla, il desiderio di condividere con le altre donne hanno fatto sì che nascesse @asmileplease. A tutto questo si aggiunge la passione per la scrittura, così è nato il blog. Doveva essere il primo canale di comunicazione, ma con mio rammarico i social hanno avuto sempre più spazio, lasciandolo indietro”.

Nadia La Bella e il progetto @asmileplease

Perché il nome @asmileplease?
“Perché con un sorriso ho sempre ottenuto bellissimi risultati”.

5 modi per definire @asmileplease?
“Eclettico. A tratti ironico. Utile. Coerente. Un salotto online per tutte le donne”.

Come nasce il lavoro di influencer?
“Per caso. Per gioco. Con il desiderio di essere utile a un mondo di donne sempre più impegnate. Mi sono detta: ‘Come possono avere il tempo per aggiornarsi sulla moda?’. Ho cercato da subito di essere un riferimento da poter consultare velocemente, indicando tendenze, dando degli spunti per look originali e segnalando anche dove poterli acquistare. Poco tempo dopo, con mia sorpresa, ho iniziato ad avere proposte di collaborazione. E tutto ha preso forma, diventando un lavoro a tempo pieno.

Cosa le piace del mondo social?
“La velocità con la quale si raggiunge un gran numero di utenti. Si creano delle vere e proprie sinergie, anche se può presentare degli aspetti diciamo pericolosi. La mia età mi permette di distinguere in modo netto il mondo reale da quello online a differenza dei giovanissimi, che rischiano di essere totalmente assorbiti”.

Chiacchierando con le amiche

A che pubblico si rivolge?
“Prevalentemente donne dai 30 anni in su”.

Cosa propone loro?
“Le ultime tendenze, le collezioni negli store, le novità beauty e, anche se meno di frequente, hotel. Ho avuto anche bellissime opportunità per poter parlare di fasi particolari della vita del mondo femminile, di come cambiamo e di come è importante continuare ad amarci. Attraverso le stories cerco anche di fare quattro chiacchiere con loro, parlando di qualsiasi cosa. Della vita, dei problemi sociali, di come poterci aiutare”.

Secondo lei i social possono aiutare a prendersi cura di sé soprattutto se non si è più giovanissime?
“I social sono entrati nella vita di chiunque, senza distinzione d’età. Possono essere un luogo stimolante”.

In che modo?
“Chi desidera prendersi cura di sé, a qualsiasi età, può trovare degli spunti interessanti, consultando profili social validi e specifici, che trattano gli argomenti che ci interessano”.

Il Tg Fashion per chi non ha tempo

Ha un numero nutrito di seguaci. Quanto è difficile soddisfarli?
“Tendenzialmente chi ci segue è a conoscenza degli argomenti che trattiamo. In linea generale è abbastanza scontato riuscire a soddisfare le loro curiosità. Quest’ultimo ingrediente è fondamentale per mantenere gli utenti affezionati ai nostri contenuti”.

Come nasce il Tg Fashion?
“È un format che amo e che ho pensato potesse essere di grande utilità. Un Tg che racchiude delle notizie veloci e interessanti, per essere aggiornate quasi quotidianamente. È rivolto a tutte le donne che non hanno il tempo di leggere i giornali o seguire le fashion news. Ci sono io per loro”.

Quanto tempo sta in Rete?
“È un lavoro quasi h24. Si pensano e si preparano i contenuti, si pubblica e si rimane online sempre”.

Come pianifica post e storie?
“Dipende. Se i contenuti sono personali, ci si muove come si desidera. Se invece si tratta di lavoro, abbiamo dei contratti nei quali è stabilito il giorno di pubblicazione. La scelta di come comunicare brand e luoghi dove scatto invece è a mia discrezione”.

Un sogno nel cassetto?
“Spero di rimanere una donna che di fronte alla parola ‘ormai’ alza le spalle e scuote la testa”.

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