La paladina dei diritti LGBT manda un messaggio video al duo comico che su Canale 5 aveva parlato del “politicamente corretto”

Luxuria risponde a Pio e Amedeo, che in tv hanno affrontato il tema del “politicamente corretto e delle offese ai gay”. Nessuna polemica, ma qualche importante puntino sulle “i”. 

Cosa hanno detto Pio e Amedeo 

Pio e Amedeo hanno mietuto successi con il loro ‘Felicissima Sera’, che ha appena concluso il suo ciclo in prima serata su Canale 5. Ma oltre a limitarsi a fare solo ironia, ultimamente i due comici foggiani stanno cercando di lanciare messaggi di “utilità sociale”, che però sono stati anche fortemente criticati. L’ultimo ha riguardato il politicamente corretto e le offese contro i gay.

“Contano più le parole rispetto al significato che ci metti dentro. Ma la vera differenza è la cattiveria, l’intenzione”, ha detto Amedeo Grieco passando in rassegna diversi luoghi comuni come ad esempio considerare la parola “nero” migliore della parola “negro”. “Qual è la differenza, la ‘g’ in mezzo?”, si è domandato Amedeo, per poi concludere:  “Bisogna poter scherzare su tutto, perché il problema non è il linguaggio. Di fronte all’ignoranza, la cosa più disarmante è una bella risata”.

La posizione di Luxuria

 

A questo punto Vladimir Luxuria (qui il suo Instagram), nata Wladimiro Guadagno a Foggia, diventata nel corso degli anni paladina dei diritti di gay, trans e lesbiche, si è sentita in dovere di intervenire con un video per fare delle precisazioni. Un discorso che merita di essere ascoltato.     

“Cari Pio e Amedeo”, ha detto Luxuria, “è vero che ironia e autoironia sono risorse fondamentali contro la cattiveria, sono anche un vaccino contro ignoranza e stupidaggine. Una volta uno mi disse ‘Brutto frocio’ e io risposi, ‘Brutto a chi?’. Sono riuscita a disarmare l’avversario, che, dopo quella mia risposta, non sapeva più che dirmi”.

“Voi avete fatto anche delle battute su di me, dicendo in foggiano che ‘Mi nascondo il salamino’ e io in foggiano vi ho risposto con ironia che quando vi prenderò ‘Vi strapperò i peli uno per uno’. Sono pronta a prendere in giro me stessa, perché la vostra intenzione non era offendermi. È vero che le parole sono offensive quando c’è l’intenzione di offendere. Tra di noi siamo i primi a puntare sull’autoironia, chiamiamo infatti ‘froci’ gli etero a loro agio con gli omosessuali, diciamo ‘Ma quanto è frocia Lady Gaga’, ma l’ironia non basta”.

Luxuria: l’ironia contro la transfobia e l’omofobia non basta

E qui arriva il punto saliente del discorso di Luxuria: “Penso a Malika, la ragazza di Castelfiorentino (Firenze, ndr) cacciata di casa dopo aver confessato in famiglia di essere lesbica, si è ritrovata anche senza vestiti. In questi casi non penso che basti una risata contro il dolore. Anche quando da ragazzino venivo bullizzato non bastava ridere, perché se mi mettevo a ridere non avrebbero smesso di picchiarmi. Purtroppo l’ironia non basta”. 

“In un’altra occasione vi siete domandati a che serve il Gay Pride”, continua Luxuria, “Bisogna chiedersi perché gli etero si possono sposare e i gay hanno le unioni civili, perché gli etero possono adottare e i gay no, perché gli etero si possono baciare tranquillamente per strada mentre i gay se lo fanno rischiano di essere picchiati. Quindi, cari Pio e Amedeo, l’ironia senz’altro serve. Sì anche ‘senza se e senza ma’ al diritto alla satira, ma attenzione: in certi contesti di transfobia e omofobia non basta farsi una risata”.

Un discorso semplice, fatto in un video. Ma suona come una lezione di vita profondissima. 

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