Nuova richiesta di revoca dell'affidamento terapeutico. Molte le violazioni (orari, spostamenti, viaggi, partecipazione al Grande Fratello Vip) contestate. L'ultima è stata il "servizio" per La7 nel boschetto di Rogoredo dove è stato picchiato da alcuni spacciatori

Fabrizio Corona ha violato le prescrizioni del tribunale di Sorveglianza la sera in cui, per conto del programma di Massimo Giletti 'Non è l'Arena', è andato nel 'boschetto della droga' a Rogoredo e ha simulato l'acquisto di stupefacente per poi essere picchiato da un gruppo di spacciatori. Per questo e altri episodi, l'avvocato generale Nunzia Gatto, che rappresenta la Procura generale, ha presentato una nuova richiesta di revoca della misura dell'affidamento terapeutico per Corona, che dal febbraio scorso ha potuto lasciare il carcere di San Vittore per affrontare un periodo di recupero dalla tossicodipendenza.

L'ex re dei paparazzi, tra le altre cose, ha il divieto di frequentare persone dipendenti dalle droghe, ma per la trasmissione di La7 ha intervistato un amico tossicodipendente ed è andato a Rogoredo nel tentativo di acquistare delle sostanze. In pratica avrebbe agito da "agente provocatore" e il suo comportamento, per la rappresentante dell'accusa, potrebbe rientrare nell'istigazione a delinquere. Abbastanza per presentare ai giudici del Tribunale della Sorveglianza una nuova richiesta di sospensione della misura alternativa al carcere.

 I giudici del Tribunale di Sorveglianza dovranno fissare una nuova udienza per discutere della nuova istanza presentata dall'avvocato generale Nunzia Gatto e decidere se Corona debba o meno tornare in carcere. Il magistrato, nel novembre scorso, aveva già chiesto la revoca della misura alternativa al carcere concessa a Corona. In una udienza durata quasi 5 ore, l'avvocato generale aveva elencato tutte le violazioni commesse dall'ex fotografo dei vip, prima tra tutte la partecipazione (senza il permesso di recarsi a Roma) al Grande Fratello Vip con tanto di rissa televisiva con la conduttrice Illary Blasi.

Tanti, per la rappresentante della Procura generale, anche gli spostamenti e i rientri fuori orario (Corona dovrebbe muoversi liberamente solo in Lombardia e fare ritorno a casa entro le 23.30). I giudici della Sorveglianza, però, avevano deciso di respingere l'istanza dell'avvocato generale, confermando così l'affidamento terapeutico per Corona, che in questo modo era diventato definitivo. Decisione contro la quale l'avvocato generale Gatto ha proposto ricorso in Cassazione e nel frattempo ha proposto la sospensiva, sottolineando la gravità dei comportamenti messi in atto da Corona e per il mancato rispetto del programma di recupero. Se i giudici dovessero accogliere l'istanza del magistrato, l'affidamento terapeutico di Corona passerebbe da definitivo a provvisorio, in attesa della pronuncia della Cassazione.
 

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