Nelle Tenute Silvio Nardi sono 24 i giovani migranti impiegati tra i filari

Sono 24 i richiedenti asilo che lavorano, quest’anno, nelle vigne delle Tenute Silvio Nardi della Toscana per la produzione del Brunello di Montalcino. “Siamo tutti a conoscenza del fenomeno del caporalato, non è una bella cosa – spiega Emilia Nardi, delle Tenute Silvio Nardi -. La mia famiglia ha un principio etico, tutti hanno diritto a versare i contributi e al rispetto del lavoro”. Tra i lavoratori assunti che hanno inoltrato la richiesta di asilo in Italia c’è Yahya Adams, originario del Ghana: “Non abbiamo questo tipo di piante in Africa, è molto interessante imparare il lavoro” spiega mentre lavora tra le vigne. “Alcuni di loro addirittura per due, tre, quattro anni hanno lavorato in nero, senza contratto – Salis Godje, coordinatore della Cooperativa agricola San Francesco – non riuscivano ad avere un contratto e avere un documento era molto difficile”.

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