Sanremo, le pagelle della terza serata
Sanremo, le pagelle della terza serata

Cover e duetti per i cantanti in gara. Sul palco dell'Ariston con Amadeus Georgina Rodriguez, tra i superospiti Benigni e Mika

La terza serata è la celebrazione dei 70 anni del Festival di Sanremo e i cantanti in gara si esibiscono in cover dei più grandi successi della storia della kermesse, in molti casi facendosi accompagnare da grandi ospiti. Ecco le pagelle della terza serata, comprese quelle per il conduttore, i super ospiti e le co-conduttrici.

AMADEUS - 9 - Ha fatto suo questo Festival e conquistato il pubblico con ascolti record nelle prime due serate. La terza se la gode, rilassato ma cercando anche di accelerare per quanto possibile i tempi ed evitare di finire a notte fonda.

ROBERTO BENIGNI - 8 - Arriva all'Ariston accompagnato dalla banda ed esordisce dicendo "è il più bel Sanremo che abbia mai visto". Poi un lungo monologo dedicato al Cantico dei Cantici della Bibbia: ne recita una parte, ammaliando l'Ariston.

MIKA - 8 - Un balletto sulle note delle sue canzoni ma soprattutto un toccante omaggio alla musica italiana e a Fabrizio De Andrè con 'Amore che vieni'. Forti emozioni.

GEORGINA RODRIGUEZ - 5,5 - Poche battute con Amadeus e pochissime parole in italiano, più tardi un tango e un veloce bacio al suo Cr7 seduto in prima fila. La sua presenza non è destinata a lasciare il segno.

ALKETA VEJSIU - 7 - Parla italiano perfettamente e velocissima, tanto che Amadeus la deve quasi trattenere. Grande entusiasmo, si vede che realizza un sogno. Simpatia e tanta loquacità. Alla fine canta anche, con Bobby Solo che compare a sorpresa sul palco, sulle note di 'Una lacrima sul viso'.

MICHELE ZARRILLO con FAUSTO LEALI - Deborah: 5,5 - I due aprono la serata con un'esibizione sulle note di uno dei brani più famosi di Leali. Voci potenti ma performance poco convincente.

JUNIOR CALLY con I VIITO - Vado al massimo: 7 - Il rapper si fa accompagnare dai due amici e inserisce nella canzone di Vasco strofe rap in cui cita anche le Sardine. Versione particolare e molto orecchiabile, apprezzata anche dal rocker di Zocca.

MARCO MASINI con ARISA - Vacanze romane: 7,5 - Una bella versione riarrangiata per l'occasione di una delle più belle canzoni di sempre.

Più ritmo e musica più potente rispetto alla versione originale dei Matia Bazar.

RIKI con ANA MENA - L'Edera: 4 - Un brano storico del Festival riarrangiato in versione troppo moderna: niente a che fare con l'originale, esperimento malriuscito.

RAPHAEL GUALAZZI con SIMONA MOLINARI - E se domani: 8,5 - Grande interpretazione classica, al piano, di una canzone classica. Nessuna volontà di modificare qualcosa che è già perfetto, esibizione da applausi.

ANASTASIO con la PFM - Spalle al muro: 8 - Anastasio inserisce strofe rap nel mitico brano di Renato Zero dedicato agli anziani. La Premiata Forneria Marconi è sempre una certezza. Bella performance.

LEVANTE con FRANCESCA MICHIELIN e MARIA ANTONIETTA - Si può dare di più: 8,5 - La canzone di Morandi, Ruggeri e Tozzi senza stravolgimenti: le tre giovani cantanti emozionano con il coro del ritornello. Brave.

ALBERTO URSO con ORNELLA VANONI - La voce del silenzio: 5,5 - La voce c'è ma non basta per Alberto Urso, bene l'interpretazione di Ornella Vanoni, sempre di gran classe. Nel complesso la performance non convince.

ELODIE con AEHAM AHMAD - Adesso tu: 6 - Il classico di Eros appena rivisitato negli arrangiamenti. L'interpretazione non è perfetta, da rivedere.

RANCORE con LA RAPPRESENTANTE DI LISTA - Luce: 9 - Una spettacolare versione del successo sanremese di Elisa, con inserti rap in questo caso azzeccati e La Rappresentante di Lista perfetta nel cantare con una voce vicinissima all'originale.

I PINGUINI TATTICI NUCLEARI - Settanta volte: 8 - Un medley di tante canzoni per ripercorrere tutta la storia del Festival, partendo da Papaveri e papere fino ad arrivare a Rolls Royce. Idea originale e loro sono coinvolgenti, risvegliando tutto l'Ariston quando non manca molto alla mezzanotte.

ENRICO NIGIOTTI con SIMONE CRISTICCHI - Ti regalerò una rosa: 6 - Esibizione senza acuti, il brano di Cristicchi scorre via senza infamia né lode.

GIORDANA ANGI con SOLIS STRING QUARTET - La nevicata del '56: 7 - Un canzone che riporta indietro a un'Italia che non c'è più, cantata in maniera classica con un quartetto di archi e pianoforte. Accolta bene dal pubblico.

LE VIBRAZIONI con I CANOVA - Un'emozione da poco: 6,5 - La cantano, come hanno rivelato, dopo averla vista cantata da un uomo (Luca Marinelli) nel film 'Lo chiamavano Jeeg Robot'. Il successo di Anna Oxa non è troppo nelle corde di Francesco Sarcina, ma i Canova reggono la performance.

DIODATO con NINA ZILLI - 24.000 baci: 7,5 - Entrambi bravi, portano sul palco dell'Ariston il brano cult di Adriano Celentano anche con un simpatico balletto. Particolari.

TOSCA con SILVIA PEREZ CRUZ - Piazza Grande: 8 - Versione sui generis della splendida canzone di Lucio Dalla, con alcuni passaggi anche in spagnolo. Elegante e azzeccati gli arrangiamenti: ottima performance.

RITA PAVONE con AMEDEO MINGHI - 1950: 7 - Ritornello potente e toccante per un altro dei brani che, non compreso all'inizio, ha poi fatto la storia della musica. Interpretazione coinvolgente di due mostri sacri.

ACHILLE LAURO con ANNALISA - Gli uomini non cambiano: 8,5 - Duetto molto toccante sulle note della canzone di Mia Martini, una delle più ambite per la serata delle cover. Annalisa elegante, Lauro provocatorio come sempre.

BUGO E MORGAN - Canzone per te: 5 - Poca armonia nella coppia, non una bella esecuzione di una canzone meravigliosa di Sergio Endrigo, che forse non meritava questo trattamento.

IRENE GRANDI con BOBO RONDELLI - La musica è finita: 7 - Duetto indovinato sulle note di un brano intramontabile di Umberto Bindi.

PIERO PELU' - Cuore matto: 8 - La canzone di Little Tony è chiaramente nelle corde dell'artista toscano, che la fa sua con energia. Ottima esibizione con l''intervento' in video di un Little Tony in bianco e nero. Omaggio.

PAOLO JANNACCI con FRANCESCO MANDELLI e DANIELE MORETTO - Se me lo dicevi prima: 7,5 - Paolo imita le movenze e il modo di parlare e cantare del padre Enzo, con la spalla di Mandelli, e per alcuni momenti sembra di rivedere lui.

ELETTRA LAMBORGHINI con MYSS KETA - Non succederà più: 5 - Tante aspettative, tradite in parte da un'Elettra giù di voce, mentre Myss Keta si vede poco e non è molto intonata. Una mezza delusione.

FRANCESCO GABBANI - L'Italiano: 6,5 - Fa il minimo sindacale cantando una delle canzoni più amate della storia del Festival, ma lo fa vestito da astronauta con in mano il tricolore. Simpatico, ma niente di più.

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