Virus cinese, confermato il secondo caso negli USA
Virus cinese, confermato il secondo caso negli USA

In Cina sale a 26 il numero dei morti, i contagi sono 839. Bloccati i collegamenti in 10 città: circa 41 milioni di abitanti coinvolti nelle misure di prevenzione. Chiusa una sezione della Grande Muraglia

Negli Stati Uniti c'è un secondo caso confermato di una persona contagiata dal coronavirus che si è diffuso a partire dalla megalopoli di Wuhan, nella Cina centrale. Si tratta di una donna 60enne di Chicago, in Illiois, tornata lo scorso 13 gennaio da Wuhan. La donna, che ha chiamato il proprio medico dopo aver accusato i sintomi influenzali, è stata ricoverata in ospedale e posta in isolamento. Ulteriori test hanno confermato la patologia. Allison Arwady, commissario del Dipartimento di sanità pubblica di Chicago, ha detto che la 60enne è "in condizioni stabili".

Il primo caso registrato negli Usa riguardava un 30enne, ricoverato in isolamento al Providence Regional Medical Center di Everett, nello stato di Washington. Anche l'uomo, le cui condizioni sarebbero stabili, era appena tornato da Wuhan.

Crescono i contagi anche in Cina. Il numero delle vittime accertate è salito a 26: i casi conclamati sono 830. Sono state inoltre confermate le prime vittime fuori da Hubei, due casi in due province settentrionali e nord-orientali.

La Cina ha ampliato i suoi blocchi per cercare di contenere il nuovo virus mortale. Gli esperti ammettono, tuttavia, che l'efficacia delle misure non è certa. Gli scienziati annunciano che il vaccino sarà pronto in tre mesi. Per il coronavirus "la trasmissione tramite serpenti è stata smentita dalla prestigiosa rivista scientifica Nature". Lo ha comunicato il dottor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico all'Istituto Spallanzani, durante una conferenza stampa. "Per di più i serpenti sono rettili e questo virus per propagarsi ha bisogno di mammiferi", ha aggiunto Ippolito.

Almeno 10 città sono state "chiuse", tutte nella provincia di Hubei, della Cina centrale, dove la malattia si è concentrata, con un totale di circa 41 milioni di persone coinvolte. Sono stati annullati i principali eventi pubblici, tra cui le tradizionali fiere previste durante il capodanno lunare. La sezione Juyongguan della Grande Muraglia, quella più vicino a Pechino, le tombe dei Ming e la foresta della pagoda Yinshan Talin sono stati temporaneamente chiusi per l'allarme coronavirus. Anche Shanghai Disneyland ha annunciato la chiusura della struttura. McDonald's sospende le attività in cinque città della provincia di Hubei. I punti vendita di Wuhan, Ezhou, Huanggang, Qianjing e Xiantao sono già chiusi. Non è stata prevista una data per la riapertura.

Intanto la città di Wuhan, da cui è partito il focolaio del coronavirus, sta rapidamente costruendo un ospedale da mille posti letto dedicato alla malattia. La struttura prefabbricata, il cui completamento è previsto il 3 febbraio, è modellata sull'ospedale Xiaotangshan, costruito per l'emergenza Sars di Pechino. La città è al secondo giorno di blocco totale: le strade sono deserte, i negozi rimangono chiusi.

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