Vertice Tallinn, Minniti: No a uso porti? Discuteremo con fermezza
La riunione in Estonia parte in salita. Avramopoulos: "Servono impegni chiari degli Stati membri per sostenere l'Italia"

Parte in salita il vertice dei ministri dell'Interno Ue a Tallinn incentrato sulla gestione dei flussi migratori. Arriva infatti il 'no' del Belgio all'apertura dei porti. "Assoluta soldarietà ma la soluzione non è accogliere tutti i migranti in Europa. Non credo in questo senso che il Belgio aprirà i suoi porti" ai migranti salvati nel Mediterraneo, dichiara il ministro per l'Asilo e la poltica migratoria, Theo Francken, arrivando all'incontro informale.

Il commissario Ue per le migrazioni Dimitris Avramopoulos chiede tuttavia maggiori impegni agli altri Paesi per aiutare l'Italia. "C'è necessità di impegni chiari da parte degli Stati membri per sostenere l'Italia e ridurre la pressione sulla rotta del Mediterraneo centrale", dice entrando al vertice. E il ministro Minniti promette una discussione ferma sulla proposta relativa ai porti: "In quella sede (Frontex, ndr) discuteremo la prossima settimana, è evidente che su questo punto ci sono posizioni contrastanti. L'Italia ha un suo punto di vista, altri Paesi hanno un loro punto di vista, come è giusto. Discuteremo, legittimamente e anche con la necessaria fermezza".

Tra gli argomenti in discussione al vertice, ci saranno le proposte presentate dalla Commissione europea. I funzionari di Bruxelles vogliono varare, tra le altre cose, un progetto da 46 milioni di euro, preparato congiuntamente con l'Italia, per rafforzare le capacità delle autorità libiche. Sempre in Libia, poi, dovrebbe essere finanziato anche un centro di coordinamento e soccorso marittimo (simile a quello che gestisce la crisi nel nostro Paese).

Un altro punto del piano di Bruxelles tocca la riserva della Guardia di frontiera e costiera europea, forte di 500 esperti sul rimpatrio e pronta per essere dispiegata su richiesta dell'Italia. E' poi prevista una cooperazione più intensa con Niger e Mali per prevenire gli spostamenti verso la Libia.

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