Venti anni fa nasceva Dolly: la celebre pecora clonata
L'avvenimento suscitò stupore (e polemiche) in tutto il mondo scientifico

Sono passati 20 anni dalla nascita delle celebre pecora Dolly: era in 5 luglio del 1996, infatti, quando la pecora fu clonata con successo. La sua nascita sbalordì il mondo scientifico dimostrando che era possibile clonare un mammifero da una cellula adulta. Fino a quel momento l'ipotesi era considerata impossibile da realizzarsi. A spingersi oltre i limiti fu il Roslin Institute, in Scozia. Per la prima volta i ricercatori riuscirono a clonare un animale non da una cellula germinale ma da una cellula somatica.

Il team scozzese, guidato dal professor Ian Wilmut, clonò Dolly da una cellula mammaria presa da una pecora di sei anni. Il successo arrivò però dopo ben 277 tentativi: tra questi 29 embrioni furono impiantati in 13 madri surrogate ma solo uno sfociò nella nascita di un animale. Dolly fu chiamata così in onore di Dolly Parton, prosperosa cantante country, visto che la cellula utilizzata per la clonazione era mammaria.

La nascita di Dolly innescò una rivoluzione nel campo della ricerca e dello studio delle cellule staminali. Al momento della nascita di Dolly ci furono grandi polemiche sulle possibilità dell'impiego della tecnica per creare cloni umani. Ma l'eredità più importante lasciata dall'esperimento è sicuramente quella sulle cellule staminali, più che sulla clonazione di per sé. Una parte del procedimento di clonazione, infatti, riguarda la riprogrammazione delle cellule che diventano così una tabula rasa dal potenziale illimitato.

Dolly ha vissuto presso il Roslin Institute per circa sei anni e mezzo al Roslin Institute, fino a quando il 14 febbraio 2003 è stata abbattuta a causa di una forma di artrite e di un tumore polmonare causato da un virus. Per alcuni scienziati la sua morte prematura, visto che le pecore solitamente vivono circa 12 anni, indicherebbe un invecchiamento precoce causato proprio dalla clonazione.

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