Venezuela, Maduro: "Rischio guerra civile, il popolo si sta armando". La Francia ribadisce l'ultimatum: "Convochi presidenziali o riconosceremo Guaido"

"L'opzione militare è sul tavolo di Donald Trump. Cosa dovrebbe fare un Paese? Arrendersi?", si chiede il presidente

C'è il rischio concreto di una guerra civile in Venezuela. Parola di Nicolas Maduro, che, in un'intervista al programma 'Salvados' anticipata da La Vanguardia, risponde così ad una domanda su un possibile conflitto interno tra fazioni: "Nessuno oggi potrebbe dare con certezza una risposta a questa domanda. Tutto dipende dal livello di pazzia e aggressività dell'impero del Nord e dei suoi alleati occidentali. Semplicemente viviamo nel nostro Paese e chiediamo che nessuno intervenga negli affari interni. E ci prepariamo a difendere il nostro Paese". "Il popolo si sta già armando", aggiunge, "l'opzione militare è sul tavolo di Donald Trump. Cosa dovrebbe fare un Paese? Arrendersi? Se vuoi la pace, dice un adagio, preparati alla guerra. Mi piace dirlo in un altro modo: 'Se vuoi la pace, preparati a difenderla'".

Intanto la Francia avverte il presidente venezuelano che l'ultimatum per indire nuove elezioni presidenziali scade a mezzanotte e che Parigi si sta preparando a riconoscere il suo avversario, Juan Guaido. "L'ultimatum finisce stasera", ha detto ai media francesi Natalie Loiseau, ministro per gli Affari europei, "se tra oggi e questa sera il signor Maduro non si impegnerà a organizzare le elezioni presidenziali, considereremo Guaido legittimato a organizzarle al suo posto", "e lo considereremo come presidente ad interim fino alle elezioni".

Francia, Germania e Spagna hanno dato a Maduro fino alla mezzanotte di domenica per convocare l'elezione presidenziale. Il leader venezuelano ha finora ignorato tali richieste e ha ribadito la sua richiesta di anticipare a quest'anno le elezioni legislative previste per la fine del 2020. Loiseau ha aggiunto che la sua proposta è "una farsa, una tragica farsa".

L'Ue e l'Uruguay hanno annunciato infine che organizzeranno un gruppo di contatto sulla crisi nel Paese giovedì prossimo. "La Repubblica dell'Uruguay e l'Unione europea ospiteranno giovedì 7 febbraio la riunione inaugurale del Gruppo di contatto internazionale sul Venezuela. L'incontro, che sarà a Montevideo, si terrà a livello ministeriale", si legge in una dichiarazione congiunta l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Federica Mogherini, e il presidente dell'Uruguay, Tabaré Vazquez. Il gruppo di contatto riunirà l'Ue e otto dei suoi Stati membri (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito) e Paesi dell'America latina (Bolivia, Costa Rica, Ecuador e Uruguay).

"Il 31 gennaio, l'Unione europea ha deciso di procedere, insieme ad alcuni Paesi dell'America latina, con l'istituzione di un gruppo di contatto internazionale (Igc)", si legge ancora nel comunicato, "il Cig intende contribuire a creare le condizioni per l'emergere di un processo politico e pacifico, consentendo ai venezuelani di determinare il proprio futuro attraverso lo svolgimento di elezioni libere, trasparenti e credibili, in linea con la Costituzione del Paese".

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