Usa, stop divieto d'ingresso ai rifugiati: verso più controlli. Restano esclusi 11 Paesi
Prevista una revisione più rigida dei profili dei richiedenti asilo, del loro passato e delle loro famiglie

L'amministrazione Trump interromperà temporaneamente la valutazione delle domande per la maggior parte dei richiedenti asilo provenienti da 11 Paesi considerati ad alto rischio. Lo si apprende da un memo donato dall'amministrazione ai membri del Congresso e visionato da Reuters.
Nel testo si precisa che "l'amministrazione condurrà un'analisi dettagliata della minaccia e una revisione" per i cittadini di "11 Paesi ad alto rischio". Nel frattempo, "saranno prioritarie le domande di rifugiati di altri paesi".

L'amministrazione, si legge nel documento, sta interrompendo temporaneamente un programma che consente ai rifugiati, già residenti negli Stati Uniti, di fare domanda per i propri parenti all'estero per un ricongiungimento, fino a quando non saranno implementate ulteriori misure di sicurezza.

Secondo quanto riferito da una fonte ufficiale del dipartimento di Stato, il divieto d'ingresso ai rifugiati, decretato dal presidente e in vigore per 120 giorni in scadenza, non verrà più applicato e verrà sostituito "subito" da un rafforzamento dei controlli sui richiedenti. Il nuovo meccanismo sarà prevedibilmente composto da una revisione più rigida dei profili dei richiedenti, del loro passato e delle loro famiglie.

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