Usa, Herman Wallace scarcerato dopo 41 anni in isolamento

New Orleans (Louisiana, Usa), 2 ott. (LaPresse/AP) - Dopo 41 anni in cella di isolamento negli Usa Herman Wallace, 71enne ex membro delle Pantere nere e malato terminale di cancro cui restano pochi giorni di vita, è stato scarcerato. Il suo caso è noto come 'Angola 3' e diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, si sono spese perché fosse liberato. Il giudice distrettuale Brian Jackson di Baton Rouge ha respinto la richiesta dello Stato di bloccare l'ordine di ribaltare la condanna del 1974 per l'omicidio di una guardia carceraria e ha ordinato un nuovo processo, perché le donne furono incostituzionalmente escluse dalla giuria che condannò Wallace. A seguito dell'ordine di scarcerazione immediata, il 71enne è stato liberato dal carcere di St. Gabriel, da cui è uscito in ambulanza.

Malato terminale per un cancro al fegato, per cui gli resta poco da vivere, il 71enne sarà ricoverato all'ospedale Lsu Interim di New Orleans, hanno fatto sapere i suoi legali. "Da un paio di settimane non viene più sottoposto a terapie", ha spiegato l'avvocato George Kendall. Wallace, di New Orleans, scontava una condanna di 50 anni per rapina a mano armata quando una guardia carceraria, il 23enne Brent Miller, fu accoltellata a morte. Wallace e altri due detenuti furono condannati per l'omicidio e rinchiusi in isolamento nel carcere di Stato della Lousiana di Angola. Nel 2009, Wallace fu trasferito a St. Gabriel, ancora in cella di isolamento. Di recente, gravemente malato, è stato trasferito nell'unità ospedaliera.

Lo scorso anno Amnesty International Usa ha consegnato al governatore della Louisiana, Bobby Jindal, una petizione firmata da 65mila persone di tutto il mondo per chiedere fosse messa fine al suo isolamento. Oggi il direttore esecutivo del gruppo, Steven W. Hawkins, ha commentato così la decisione dei giudici: "Tragicamente, questo passo verso la giustizia arriva mentre Herman sta morendo di cancro, con pochi giorni o ore di vita davanti a sé. Nessuna sentenza può cancellare le condizioni carcerarie crudeli, inumane e degradanti che ha sopportato per oltre 41 anni".

L'avvocato di Wallace, Kendall, ha riferito che il suo cliente ha chiesto si continui a lottare portando avanti la causa contro "l'incostituzionale isolamento in cui è stato trattenuto per quattro decenni". La sua speranza, ha spiegato il legale, è che "il processo aiuti a fare in modo che altri, inclusi il suo amico e compagno del caso 'Angola 3' Albert Woodfox, smettano di subire un simile crudele e inusuale trattamento dopo che lui sarà morto". Woodfox e Wallace continuano a negare la responsabilità dell'omicidio della guardia carceraria, affermando di essere stati colpiti perché contribuirono a formare un gruppo legato alle Pantere nere nel carcere, nel 1971, dando vita a dimostrazioni e scioperi per ottenere migliori condizioni di detenzione.

Per entrambi l'anno scorso è stato ordinato che il caso fosse rivisto da un tribunale federale, ma lo Stato ha fatto ricorso, pendente alla Corte d'appello del quinto circuito. Il terzo uomo condannato per l'omicidio della guardia, Robert King, è stato rilasciato nel 2001 dopo 29 anni di isolamento, dopo che la sentenza fu ribaltata e si dichiarò colpevole solo di cospirazione a scopo di omicidio.

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