Usa, stretta su immigrazione: niente Green card a chi riceve aiuti

Il dipartimento stima che la novità possa riguardare poco più di 382.200 immigrati che vogliono convertire la propria situazione in residenza permanente ogni anno

Gli immigrati che negli Stati Uniti ottengono aiuti pubblici come Medicaid, coupon per il cibo o voucher alloggio potrebbero non ottenere più la Green card, secondo una nuova proposta dell'amministrazione Trump. Per il presidente americano, la promessa di contrastare l'immigrazione è stata uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale per conquistare la Casa Bianca. Aveva annunciato tra l'altro di voler costruire un muro al confine con il Messico e di voler diminuire le concessioni di Green card, istituendo un sistema basato sul merito.

Il dipartimento di Sicurezza interna ha fatto sapere in un rapporto di quasi 450 pagine che, secondo la proposta, essere stato o essere destinatario di alcuni aiuti pubblici sarebbe considerato come "fattore pesantemente negativo" nei criteri di valutazione della richiesta di un permesso di residenza permanente. "La regola proposta applicherà una legge passata al Congresso, intesa a promuovere l'immigrazione autosufficiente e proteggere le finite risorse, garantendo che i migranti non diventino un fardello per i contribuenti americani", ha detto la segretaria alla Sicurezza interna, Kirstjen Nielsen.

Agli immigrati che chiedono la Green card è già oggi richiesto di provare che non diventeranno un cosiddetto "carico pubblico", e la novità aggiunge ai parametri attuali un ampio raggio di aiuti, come l'uso di tessere per il cibo, i voucher per la casa, il sussidio Medicare Part D Low Income che aiuta con l'acquisto di farmaci le persone a basso reddito. Non vi sono compresi i migranti illegali, che non possono beneficiare della gran parte degli aiuti pubblici.

In un rapporto diffuso a giugno, sulla base di una bozza della misura che era trapelata, il Migration Policy Institute aveva previsto che molte famiglie che avrebbero diritto agli aiuti in questione rinuncerebbero a chiederli, per non mettere a repentaglio le possibilità di ottenere la Green card. La proposta sarà pubblicata nel Registro federale per un periodo di 60 giorni in cui potrà essere contestata o commentata dalla popolazione; il dipartimento potrà fare le modifiche che riterrà necessarie, poi potrà entrare in vigore.
 

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