Usa, Gop prende Congresso: incerto margine per compromessi

Washington (Usa), 5 nov. (LaPresse/AP) - Le vittorie del partito repubblicano alle elezioni di metà mandato sono state superiori alle attese, nella peggior sconfitta per i democratici e per il presidente Barack Obama durante la sua presidenza. I repubblicani intascano il pieno controllo del Congresso e, con esso, il potere di decidere dell'indirizzo del governo nei prossimi due anni. Entrambi i partiti hanno parlato della necessità di compromesso, ma si troveranno di fronte diversi e grandi ostacoli: le elezioni presidenziali del 2016, le persistenti divisioni interne al Gop, il gelido rapporto tra Obama e il probabile futuro leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell. "Non mi aspetto che il presidente domani si svegli e veda il mondo in modo diverso da come ha fatto stamane. E lui sa che per me sarà la stessa cosa", ha dichiarato alla festa del suo partito per la vittoria.

L'elezione riporta i repubblicani al potere al Senato per la prima volta in otto anni e con la conferma del controllo della Camera dà loro la possibilità di redigere un'agenda legislativa che sarà del tutto diversa dalle priorità della Casa Bianca. Gli alti consiglieri di Obama hanno trascorso settimane pianificando come gestire il probabile Senato in mano al Gop, mentre Obama e i leader del Congresso si incontreranno venerdì alla Casa Bianca.

Nel migliore degli scenari, McConnell e Obama cercheranno terreno comune in aree in cui i loro partiti hanno interessi condivisi. Tra questi, la revisione del codice fiscale nazionale, la riparazione di strade e ponti, la firma di accordi commerciali con Unione europea e Paesi dell'Asia-Pacifico. "Questo è un nuovo capitolo della presidenza e non deve essere una sconfitta", ha dichiarato Bill Burton, ex consigliere di Obama alla Casa Bianca e per la campagna. "Abbiamo perso in molti posti, ma la verità è che ciò può aprire alcune vere opportunità perché alcune cose siano realizzate", ha aggiunto.

Per Obama, la prospettiva di raggiungere accordi al Congresso in mano ai repubblicani è una consolazione che potrebbe aiutarlo a salvare il suo secondo mandato. E anche i leader repubblicani al Senato hanno da guadagnare mostrando agli americani che il governo funzionerà efficacemente, dato che secondo i sondaggi gli elettori sono insoddisfatti tanto di Obama quando del loro partito. Tuttavia, l'agenda repubblicana avrà vari punti diversi da quelli del presidente. Tra essi, le modifiche alle leggi sulla sanità e la costruzione del contestato oleodotto Keystone XL dal Canada.

L'imminente campagna per le presidenziali 2016 lascia poco tempo a Obama e McConnell per trovare una finestra in cui fare progressi su leggi di compromesso. Il leader del Gop subirà le pressioni delle promesse alla Casa Bianca, tra cui i senatori Rand Paul e Ted Cruz, che vedono poca utilità nel dialogo con i democratici, mentre devono convincere i conservatori su chi votare alle primarie. L'opposizione a Obama è inoltre destinata ad acuirsi, mentre il presidente probabilmente accelererà sull'uso di azioni esecutive.

Ma anche Obama dovrà affrontare sfide interne. Potrebbe non avere più il sostegno totale dei democratici, che con poca probabilità vorranno aiutare il Gop ad apparire efficace al governo in vista del 2016. Le elezioni di midterm gli hanno anche tolto alcuni dei membri più moderati, come i senatori Mark Pryor e Kay Hagan, lasciandolo con più liberali che hanno poche priorità in comune con i repubblicani.

La Casa Bianca è intanto rimasta in silenzio oggi, mentre i repubblicani dopo le elezioni incassavano una vittoria dopo l'altra e prendevano il controllo del Senato. In privato, c'era frustrazione tra alcuni consiglieri di Obama per il fatto che alcuni suoi sostenitori, mentre questo diventava sempre più impopolare, prendevano le distanze da lui.

Ora l'attenzione dei democratici si sposta al 2016, quando le sfide per il Senato si terranno in gran parte in Stati tradizionalmente loro favorevoli. Mentre molti potrebbero essere ancora preoccupati di essere legati a un presidente impopolare alla guida del loro partito, altri sono già pronti a guardare avanti. Prima di tutto all'annuncio di Hillary Clinton sulla sua possibile corsa alla successione di Obama, atteso intorno alla fine dell'anno.

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