Usa, giudice di Seattle blocca lo stop ai migranti musulmani
Il dipartimento di Stato ha ripristinato i visti per i 7 Paesi 'banditi' annunciando però ricorso

Un giudice federale di Seattle ha bloccato a livello nazionale l'ordine esecutivo del presidente americana Donald Trump fatto la settimana scorsa che ha temporaneamente impedito l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana. La Casa Bianca ha comunicato che ritiene "legale e appropriato" l'ordine esecutivo di Trump e il dipartimento di Giustizia ha annunciato ricorso contro la decisione del giudicie di Seattle.

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TRUMP: OPINIONE RIDICOLA. "L'opinione di questo cosiddetto giudice, che essenzialmente porta via dal nostro Paese l'applicazione della legge, è ridicola e sarà ribaltata". Così su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump contro la decisione del giudice federale di Seattle. Con l'ordine esecutivo firmato da Trump venerdì 27 gennaio sono stati sospesi per 120 giorni gli ingressi di tutti i rifugiati negli Usa e vietati per 90 giorni gli ingressi negli Usa ai cittadini provenienti da sette Paesi a maggioranza musulmana (cioè Iran, Siria, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen e Libia).

IL DIPARTIMENTO DI STATO. Il dipartimento di Stato americano consentirà l'ingresso negli Stati Uniti alle persone con visti validi, nel rispetto dell'opinione del giudice federale di Seattle. Lo ha fatto sapere un funzionario del dipartimento di Stato, in una nota: "Abbiamo ribaltato la temporanea revoca dei visti". 

IL DIPARTIMENTO DI SICUREZZA. Il dipartimento di Sicurezza interna degli Stati Uniti ha annunciato la sospensione dell'applicazione dell'ordine esecutivo sull'immigrazione. "In accordo con la sentenza del giudice, il dipartimento ha sospeso tutte le azioni che applichino le riguardanti sezione dell'ordine esecutivo", ha affermato in una nota la portavoce, Gillian Christensen, citata da Cnn. Precisando: "Questo include le azioni per sospendere le regole sul sistema passeggeri che segnala i viaggiatori".
 

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