Usa, è "shutdown", niente accordo tra Trump e il Congresso sul muro col Messico. Chiude un quarto dell'amministrazione

Si fermano Sicurezza nazionale, Giustizia, Commercio, Trasporti, Alloggi e Tesoro e Interni (che gestiscono i parchi nazionali). Trump fa sapere che resterà al lavoro e insiste: "Il nostro grande Pese deve avere confini sicuri"

È "shutdown" negli Stati Uniti. Non c'è stato accordo tra la Casa Bianca e il Congresso, la Camera dei Rappresentanti ha aggiornato i suoi lavori senza che si stata raggiunta un'intesa sulla questione del muro tra Usa e Messico che Trump vuole finanziare per 5 miliardi di dollari e che i democratici (ma anche diversi repubblicani) non gli vogliono concedere. Alle prime ore di sabato cesserà l'attività di circa un quarto delle agenzie governative americane (800mila dipendenti pubblici su un totale di 2,1 milioni) per mancanza di fondi nel senso che non ci saranno i soldi per stipendi, benzina, riscaldamento, elettricità.  Tra esse, Sicurezza nazionale, Giustizia, Commercio, Trasporti, Alloggi e Tesoro. e quella degli interni, che gestisce i parchi nazionali molto visitati durante le vacanze, come il Grand Canyon. 

Gli altri dipartimenti (come, ad esempio il Pentagono che gestisce la difesa nazionale) potranno continuare la loro attività perché il bilancio è stato "spacchettato" e approvato per parti in modo da lasciar fuori solo la parte di pubblica amministrazione in qualche modo toccata dalla questione del muro. 

Trump ha twittato che spera che lo "shutdown" duri il meno possibile e che lui resterà a lavorare, mentre la moglie Melanie e il figlio più piccolo Barron sono partiti per la Florida per le vacanze di Natale. Il presidente ha pubblicato un video in cui insiste sulla necessità del muro con il Messico: "Il nostro Grande Paese deve avere sicurezza ai confini" ha detto.

L'ultimo "arresto" nel gennaio 2018, il primo dell'amministrazione Trump, è durato tre giorni. Il precedente, nell'ottobre 2013, era stato molto più lungo, 16 giorni, anche se era lontano dai 21 giorni del 1995-96. Sulla base dello "spegnimento" del gennaio 2018, già causato da un disaccordo sulla politica migratoria, la maggior parte dei parchi dovrebbe rimanere aperta nonostante il licenziamento tecnico dell'80% dei dipendenti del National Park Service, che dovrebbe chiusura di molti servizi per i visitatori (negozi, ristoranti, servizi igienici ...). La Statua della Libertà, ad esempio, era stata chiusa per due giorni a gennaio, prima che lo Stato di New York la riaprisse, finanziando le proprie operazioni per $ 65.000 al giorno. I principali musei Smithsoniani di Washington hanno indicato che possono rimanere aperti fino al Primo gennaio.

Si prevede che verranno licenziate circa 380.000 persone, tra cui il 95% dei dipendenti della NASA e del Ministero degli alloggi e 52.000 impiegati dei servizi fiscali. Quasi 420.000 impiegati governativi, che sono considerati servizi essenziali, dovranno lavorare senza essere pagati immediatamente, secondo i democratici: 150.000 impiegati del Ministero della Sicurezza Nazionale, che è responsabile della polizia di frontiera e di trasporto, e oltre 40.000 agenti di polizia. la polizia federale (FBI), l'agenzia antidroga DEA e l'amministrazione penitenziaria.

Trump aveva fatto sapere nei giorni scorsi di essere "orgoglioso" di provocare eventualmente uno "shutdown" pur di garantire la "sicurezza ai confini". La cosa sembra dunque essere diventata una specie di ossessione per il capo della Casa Bianca e non è facile prevedere se e quando ci sarà un accordo. Per qualche giorno, lo "shutdown" è poco èpiù che folkloristico, ma già dopo Natale i nodi cominceranno a venire al pettine. E non si capisce quale potrebbe essere un compromesso, perché ci sono solo due possibilità: o il muro si costruisce accontentatdo Donald Trump o non si costruisce aprendo una frattura tra Congresso e Presidente sulle cui conseguenze è difficile fare previsioni.

 

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