Usa, Corte suprema modifica legge su tutela voto minoranze. Obama: Deluso

Washinngton (Usa), 25 giu. (LaPresse/AP) - La Corte suprema Usa ha stabilito che la norma del Voting Rights Act che prevede l'approvazione preventiva di modifiche elettorali in diversi Stati e località non sia applicabile sino a quando il Congresso non la aggiornerà. La misura era stata pensata nel 1965 per tutelare le minoranze, ma non riflette i progressi e i cambiamenti della società statunitense, hanno stabilito i giudici. Poco dopo la sentenza è arrivata la dura reazione del presidente Barack Obama, che si è detto "profondamente deluso" perché le discriminazioni esistono ancora. Ha anche promesso che gli sforzi in campo elettorale per rendere il voto equo proseguiranno.

LA DECISIONE DEI GIUDICI. Secondo la norma, gli Stati noti in passato per la discriminazione dei cittadini afroamericani, soprattutto nel sud degli Usa, non potevano applicare modifiche alla legge elettorale senza l'autorizzazione di Washington. Lo stop è stato deciso in modo diviso dai giudici. Cinque si sono espressi a favore, mentre quattro con voto contrario. La norma si applica a nove Stati: Alabama, Alaska, Arizona, Georgia, Louisiana, Mississippi, South Carolina, Texas e Virginia. Inoltre, anche ad alcune zone in California, Florida, New York, North Carolina, South Dakota, Michigan.

LA REAZIONE DI OBAMA. Il presidente OBama si è definito "profondamente deluso" in una dichiarazione in cui definisce la decisione dei giudici un passo indietro, perché la discriminazione continua a esistere. Gli sforzi per mettervi fine in campo elettorale però continueranno, aggiunge. Secondo Obama, la sentenza ribalta pratiche radicate che per decenni hanno contribuito a rendere il voto più equo in zone dove storicamente esistono discriminazioni. Chiede quindi al Congresso di approvare leggi che consentano a tutti i cittadini statunitensi di avere lo stesso accesso al voto.

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