Usa, confermate tariffe alte su pannelli solari Cina, Pechino protesta

Washington (Usa), 11 ott. (LaPresse/AP) - L'amministrazione Obama ha confermato tariffe doganali molto alte sui pannelli solari prodotti in Cina, affermando che il governo di Pechino offre sussidi a società che inondano il mercato statunitense con prodotti a basso costo. Il dipartimento del Commercio Usa ha stabilito infatti che i produttori cinesi vendono pannelli solari a un costo inferiore al prezzo di mercato, tattica nota come dumping. Oltre alle tariffe doganali, il governo Usa imporrà sui produttori cinesi un'altra serie di tasse in risposta ai sussidi scorretti. La decisione del dipartimento del Commercio fa parte di un caso aperto nel 2011 in seguito a un appello presentato da un gruppo di compagnie statunitensi, tra cui la SolarWorld. Le società hanno chiesto al governo di sanzionare la Cina, affermando che politiche commerciali sleali hanno penalizzato l'industria dei pannelli solari americani.

TARIFFE IN VIGORE NON PRIMA DEL 7 NOVEMBRE. Affinché le tariffe stabilite dal dipartimento del Commercio possano entrare in vigore, la Us International Trade Commission (Usitc) dovrà dichiarare che le esportazioni dalla Cina hanno recato danni materiali all'industria americana dei pannelli solari. Il voto sulla questione è in programma il 7 novembre, un giorno dopo le elezioni presidenziali. Nel voto iniziale, tenutosi a dicembre dell'anno scorso, l'Usitc aveva stabilito all'unanimità che c'era ragione di credere che le importazioni cinesi fossero dannose per i produttori statunitensi. Di conseguenza, a maggio scorso il dipartimento del Commercio ha alzato temporaneamente le tariffe sui pannelli prodotti in Cina.

POSIZIONE DELLE SOCIETA' USA. Le aziende statunitensi hanno tuttavia accusato le società cinesi di aggirare le misure imposte, affidando a compagnie straniere la produzione di alcune componenti dei pannelli. Di conseguenza le società Usa hanno chiesto di imporre le tariffe anche ai pannelli fabbricati solo parzialmente in Cina; richiesta respinta dal dipartimento del Commercio. Intanto molti installatori dei pannelli solari negli Usa sono contrari alle tariffe eccessivamente alte, spiegando che i prodotti cinesi a basso costo rendono la tecnologia accessibile ai consumatori americani.

LA REAZIONE DELLA CINA. Pechino ha criticato la decisione del dipartimento del Commercio, definendo le tariffe doganali una barriera commerciale scorretta che comprometterà lo sviluppo delle energie pulite e invitando l'amministrazione Obama ad abrogarle. "Gli Stati Uniti stanno rafforzando tensioni commerciali sulle nuove energie e inviano a tutto il mondo un segnale negativo sul protezionismo e sull'ostruzionismo allo sviluppo delle energie pulite", ha fatto sapere il portavoce del ministero del Commercio cinese, Shen Danyang. "Speriamo - ha aggiunto - che gli Usa correggeranno la loro azione sbagliata e porrano rapidamente fine alle misure di riparazione in materia del commercio".

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