Usa, Bloomberg si scusa di nuovo per lo "stop-and-frisk": "Non l'ho fermato in tempo"

La misura di controllo fu adottata quando era sindaco di New York e scatenò polemiche tra le minoranze etniche

L'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, tra i candidati democratici in corsa per affrontare Donald Trump alle presidenziali americane del prossimo 3 novembre, si è scusato ancora una volta per la politica dello “stop and frisk” ("ferma e perquisisci") che propiziò quando era a capo dell'amministrazione della "Grande Mela". Il provvedimento autorizzava la polizia a fermare e perquisire una persona anche senza un mandato, dando molta discrezionalità agli agenti. Spesso le persone fermate facevano parte di minoranze etniche, specialmente afroamericani e latinoamericani. La misura fu poi abrogata.

"È difficile parlarne perché è l'unica cosa dei miei 12 anni al Municipio di New York che rimpiango. Non abbiamo capito quanto impatto avesse sui giovani uomini di colore che sono stati fermati. Abbiamo abbassato il tasso di omicidi, ma il provvedimento ci è sfuggito di mano e non l'ho fermato abbastanza in fretta. E mi scuso per questo", ha dichiarato Bloomberg, che poi ha aggiunto: "Questo Paese ha bisogno di qualcuno che riunisca le persone, rimettere la parola 'Uniti' negli Stati Uniti d'America è il mio motto. Ma, soprattutto, sono quello che può battere Donald Trump e penso che la cosa più importante per questo Paese sia cambiare il residente del 1600 di Pennsylvania Avenue" a Washington, dove si trova la Casa Bianca.