Usa, battuti conservatori: ok Senato a dibattito su riforma legge armi

Washington (Usa), 11 apr. (LaPresse/AP) - Il dibattito sulla riforma della legge sul controllo delle armi da fuoco negli Stati Uniti si farà. Il Senato ha infatti bocciato il tentativo dei conservatori di ostacolare la discussione sulla riforma, chiesta a più voci in seguito alle ultime stragi che hanno insanguinato il Paese, prima fra tutte quella alla scuola Sandy Hook di Newtown. Proprio i parenti delle vittime della cittadina del Connecticut, da giorni a Capitol Hill per fare pressioni e convincere gli indecisi della necessità della riforma, hanno assistito al voto dalla galleria dei visitatori, piangendo e stringendo le mani in segno di preghiera. A favore della mozione conservatrice hanno votato 31 senatori (29 repubblicani e due democratici), mentre si sono detti contrari 68 (50 democratici, 16 repubblicani e due indipendenti).

"Il lavoro difficile inizia ora", ha commentato il leader della maggioranza al Senato, il democratico Harry Reid, dopo il voto. Critico invece il leader della minoranza, il repubblicano Mitch McConnell, che sosteneva la mozione conservatrice. A suo avviso la proposta di adottare maggiori controlli sui precedenti penali degli acquirenti di armi, uno dei punti previsti dalla riforma, diminuisce i diritti protetti dalla Costituzione di parenti e amici che si vendono armi uno con l'altro.

Ieri, il senatore democratico Joe Manchin e il collega repubblicano Pat Toomey, avevano raggiunto un accordo bipartisan per una proposta che prevede tra le altre cose, oltre all'espansione dei controlli sui precedenti di chi vuole comprare un'arma da fuoco, anche l'inasprimento delle normative contro il traffico illecito e l'aumento degli aiuti di sicurezza alle scuole. L'accordo potrebbe potrebbe essere votato come emendamento all'attuale legge. Intesa fortemente criticata ieri sera dalla National Rifle Association, la più potente lobby delle armi in Usa, secondo cui estendere i controlli sui precedenti penali non impedirà nuove stragi.

Soddisfatta la Casa Bianca che, attraverso il portavoce Jay Carney, ha sottolineato come le famiglie delle vittime della strage di Newtown, che hanno fatto pressione su Capitol Hill, siano state "decisive" nel voto. Benché quest'ultimo sia "molto importante", ha detto Carney, è "solo il primo passo" verso l'approvazione della nuova legge contro la violenza armata. Poco dopo la votazione il presidente Barack Obama, che ha fatto del controllo sulle armi una delle sue priorità, ha telefonato ai familiari delle vittime di Newtown. "Il presidente - spiega il portavoce della Casa Bianca Jay Carney - si è congratulato con le famiglie per questo importante passo avanti, notando che il progresso bipartisan non sarebbe stato possibile senza i loro sforzi". Obama ha quindi promesso alle famiglie che "continuerà a battersi per i voti che loro meritano". Nella strage del 14 dicembre morirono 26 persone, tra cui 20 bambini.

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