Usa all'Onu: "Nord Corea implora guerra". Cina: "Regime metta fine ad azioni sbagliate"
L'ambasciatrice Haley: "Servono misure più severe, il suo programma nucleare è più avanzato e pericoloso che mai"

"Quando è troppo è troppo", "dobbiamo adottare le più dure misure possibili" nei confronti della Corea del Nord. Non ha usato mezzi termini l'ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni unite, Nikki Haley, parlando alla riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dopo il sesto test nucleare di Pyongyang. "Nonostante gli sforzi" fatti negli ultimi decenni, "il programma nucleare" nordcoreano "è più avanzato e pericoloso che mai". Il nostro approccio, ha proseguito Haley, "non ha funzionato", "abbiamo fatto molti colloqui" ma "non ha mai funzionato, il tempo per le mezze misure è finito".  

Le azioni del regime della Corea del Nord mostrano che "sta implorando la guerra", "la nostra pazienza non è infinita". Poi l'attacco agli Stati 'complici'. "La crisi va ben oltre le Nazioni unite, gli Stati Uniti guarderanno a tutti i Paesi che fanno affari con la Corea del Nord come a Paesi che sostengono il suo programma nucleare". 

E durante la riunione anche la Cina si è fatta sentire. La Corea del Nord "deve smettere di agire in modo sbagliato, deteriorando la situazione, non in linea con i suoi interessi", ha dichiarato l'inviato della Cina alle Nazioni unite. "Non consentiremo mai il caos e la guerra nella penisola coreana". Secondo Liu Jieyi, la proposta 'freeze-for-freeze' della Cina dovrebbe essere "valutata seriamente". Il piano cinese prevede la sospensione contemporanea del programma nucleare e balistico del regime e delle esercitazioni militari di Usa e Corea del Sud. Inoltre, l'inviato cinese ha chiesto a Pyongyang di tornare "al dialogo".

Il segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, nel frattempo ha fatto sapere di contare "sul fatto che il Consiglio di sicurezza resti unito e decida un'azione adeguata" su Pyongyang. A questo proposito il sottosegretario generale Onu, Jeffrey Feltman, ha detto che "gli ultimi gravi sviluppi necessitano una risposta globale per rompere il circolo delle provocazioni" da parte di Pyongyang, e questa "risposta deve includere diplomazia saggia e ferma, perché sia efficace".
 

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