Usa 2016, Clinton e Trump in Florida in caccia degli ultimi voti
Si tratta di uno Stato chiave nelle presidenziali dell'8 novembre

A due settimane dal voto Donald Trump non sembra disposto a cedere e dalla Florida lancia l'ultima accusa alla rivale democratica. "Il piano di Hillary Clinton sulla Siria rischia di portare alla Terza guerra mondiale" a causa del potenziale conflitto con le forze militari russe in possesso di armi nucleare, attacca il magnate in un'intervista a Reuters incentrata soprattutto sulla politica estera, in cui è tornato ad accusare il presidente Barack Obama per le tensioni con il leader filippino Rodrigo Duterte e in cui lamenta una mancanza di unità nel partito repubblicano sulla sua candidatura. E sempre dalla Florida, Stato chiave nelle presidenziali dell'8 novembre, ha parlato anche Hillary Clinton. "Donald Trump probabilmente avrebbe chiamato George Washington un perdente", ha commentato l'ex segretaria di Stato, secondo cui "è la democrazia stessa il bersaglio ultimo di Trump".

Sempre più in vantaggio nei sondaggi, con una media di 9 punti sul rivale, Clinton ha incassato anche l'endorsement di Colin Powell, ex segretario di Stato sotto il presidente repubblicano George W. Bush. "Ma non do nulla per scontato", ha aggiunto Clinton, esortando ad andare a votare in anticipo negli Stati dove è concesso rispetto all'election day.

Nel tour elettoralei, che ha portato entrambi i candidati in Florida, Clinton ha scelto di apparire nel programma 'El Gordo y la Flaca' di Univision, canale per i telespettatori ispanici, cercando di rafforzare il suo sostegno tra la comunità di latinos. Dal canto suo Trump ha visitato il museo della Baia dei Porci a Miami lodando i veterani del fallito tentativo da parte di esuli cubani e di mercenari, addestrati dalla Cia, di rovesciare Fidel Castro a Cuba nel 1961. Gli stessi che pochi giorni fa avevano annunciato di votare per lui nella speranza che il repubblicano ribalti la politica di Obama nei confronti di Cuba che ha portato al ripristino delle relazioni diplomatiche nel 2015. Trump ha già fatto sapere durante al campagna che applicherà mano dura contro il regime di Raul Castro se sarà eletto.

Ma per Trump non c'è pace: il New York Times ha pubblicato l'elenco di tutte le persone, i luoghi e i giornali che il candidato repubblicano ha insultato su Twitter da quando ha annunciato la sua candidatura per la presidenza. Un totale di 281 messaggi in cui la più bersagliata è indubbiamente la rivale democratica, Hillary Clinton, definita più volte 'disonesta', 'la persona più corrotta che abbia corso per la presidenza', 'incapace', 'bugiarda'. Ad aver ricevuto gli strali di Trump compaiono anche il presidente Barack Obama, le donne, sindaci (compreso il primo cittadino di New York, Bill de Blasio), cittadini messicani, disabili, governatori, giornalisti, lo stesso New York Times che si è schierato apertamente a favore di Clinton. Addirittura compaiono insulti ad Angela Merkel (che sta "rovinando la Germania") ad attori come Alec Baldwin, agli stessi candidati repubblicani alla Casa Bianca durante le primarie come Jeb Bush, Ben Carson, Ted Cruz. Il magnate ha attaccato anche Paese come il Messico, la Cina, l'Iran, l'Arabia Saudita, il Regno Unito che "si sforza di nascondere il suo enorme problema con musulmani". Attacchi anche ai grandi magazzini, alla lega di baseball, a un leggìo dello studio Ovale. Infine, lunghissima la lista degli insulti ai quotidiani, tra cui prevale il New York Times, seguito dal Washington Post, Politico, Usa Today, il Wall Street Journal, Vanity Fair.
 

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