Usa 2012, voto su matrimoni gay in 3 Stati: da Obama appoggio ufficiale

Washington (Usa), 26 ott. (LaPresse/AP) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato ufficialmente il suo appoggio al voto in favore dei matrimoni gay nei referendum che si terranno in Maine, Maryland e nello Stato di Washington. Nonostante l'inquilino della Casa Bianca avesse espresso a maggio la sua generica approvazione per i matrimoni fra persone dello stesso sesso, è la prima volta che fa degli endorsement specifici per le misure sulle quali dovranno esprimersi i cittadini dei tre Stati. In tutti e tre i casi si voterà il 6 novembre, in coincidenza con le elezioni presidenziali; anche se finora i sondaggi hanno dato in vantaggio i sostenitori dei matrimoni omosessuali, si prevede un testa a testa.

L'appoggio ufficiale di Obama è stato diffuso tramite gli staff della campagna elettorale nei tre Stati. "La legge sui matrimoni fra persone dello stesso sesso nello Stato di Washington tratterebbe in modo uguale tutte le coppie dello Stato e questo è il motivo per cui il presidente sostiene un voto per approvare il Referendum 74", ha detto Paul Bell, portavoce della campagna presidenziale di Obama nello Stato di Washington.

In Maine i sostenitori dei diritti degli omosessuali hanno chiesto di andare al voto sull'approvazione dei matrimoni gay nella speranza di ribaltare i risultati di un referendum del 2009, con il quale gli elettori avevano rifiutato la legge sul riconoscimento delle coppie gay approvato dai deputati locali. In Maryland e nello Stato di Washington, invece, le leggi sui matrimoni gay quest'anno sono state approvate dai Parlamenti locali e firmate dai governatori, ma gli oppositori sono riusciti a raccogliere firme sufficienti a chiedere dei referendum per decidere se confermarle o abrogarle.

Se le misure venissero approvate, sarebbe la prima volta che uno Stato legalizza i matrimoni fra persone dello stesso sesso attraverso il voto popolare. Finora, infatti, tutti e 32 gli Stati nei quali si è votato in merito hanno respinto la proposta, mentre nei sei Stati nei quali i matrimoni gay sono legali il risultato si è ottenuto tramite ordinanze dei tribunali o provvedimenti approvati dai legislatori locali.

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