Usa 2020, Trump: pronto a mettere mano a mio portafoglio per vincere
Usa 2020, Trump: pronto a mettere mano a mio portafoglio per vincere

Il presidente confessa: "Se devo, farò qualunque cosa serva". E sul Covid dice: "Vaccino efficace entro fine anno"

Donald Trump è pronto a mettere mano al suo patrimonio personale pur di non perdere nelle elezioni presidenziali di novembre contro il rivale democratico Joe Bilden. Secondo quanto rivelato dall'agenzia Bloomberg, il presidente sarebbe disposto a spendere 100milioni di dollari pur di rimanere alla Casa Bianca. A confermare l'indiscrezione è stato poi lo stesso Trump che ha confessato ai giornalisti  "Se devo, lo farò, farò qualunque cosa serva. Dobbiamo vincere".  

L'annuncio è arrivato dopo che il New York Times ha pubblicato un lungo articolo secondo cui le finanze della campagna elettorale del repubblicano si sarebbero prosciugate, togliendo al presidente il vantaggio finanziario su Biden, che era relativamente al verde quando è emerso come possibile candidato alla presidenza per i dem. "La mia campagna ha speso molti soldi in anticipo per compensare le notizie false riguardanti la nostra gestione del virus cinese", è stata la spiegazione del magnate su Twitter, "Ora si vede il grande lavoro che abbiamo fatto", e "siamo su nei sondaggi", ha aggiunto fiducioso. Ma, anche se dopo la convention Gop il tycoon ha recuperato nel gradimento tra gli elettori, resta ancora indietro rispetto all'ex vice di Obama.

Trump nei giorni scorsi è stato al centro delle polemiche per lo scoop pubblicato dal magazine The Atlantic secondo cui avrebbe definito "fessi" e "perdenti" i soldati statunitensi caduti nella Prima guerra mondiale. Il presidente è tornato sul tema nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca e ha ribadito che si tratta di una "bufala". Poi, ha aggiunto, scatenando una nuova bufera, che "i vertici del Pentagono probabilmente non sono innamorati del presidente perché non vogliono fare altro che combattere guerre, per rendere felici tutte quelle meravigliose società che producono bombe e aerei".

Terreno di scontro tra i due candidati e rivali, oltre alle questioni razziali e alle proteste scoppiate dopo l'uccisione di George Floyd da parte della polizia, è anche la gestione della pandemia di Covid-19 e dello sviluppo del vaccino. Trump ha assicurato "un vaccino efficace" entro la fine dell'anno o addirittura per il periodo tra ottobre e novembre. La senatrice della California Kamala Harris, in corsa per la vice presidenza dei dem ha messo in dubbio l'affidabilità delle dichiarazioni del tycoon. Attacco poi ribadito dallo stesso Biden. Intanto le grandi case farmaceutiche tra cui Pfizer, Johnson & Johnson e Moderna, si sono impegnate a non chiedere l'approvazione del governo fino a quando i test non avranno dimostrato che le dosi da loro prodotte siano sicure ed efficaci.

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