Usa 2020, Fowler: “L'America ha bisogno del voto obbligatorio”
Usa 2020, Fowler: “L'America ha bisogno del voto obbligatorio”

Intervista al professore della Harris School of Public Policy: “Aiuterebbe gruppi sociali poco rappresentati”

"Potremmo obbligare le persone a votare nello stesso modo in cui le obblighiamo a far parte delle giurie, pagare le tasse e guidare al di sotto del limite di velocità". La proposta arriva da Anthony Fowler, professore alla Harris School of Public Policy dell'Università di Chicago che in un recente editoriale su Foreign Affairs ha parlato della necessità di rendere obbligatorio il voto in America. La stessa America che tra meno di un mese andrà al voto per le presidenziali: a sfidarsi l'attuale inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, e il candidato democratico, Joe Biden. Un confronto inedito a causa della pandemia di Covid-19, con il Coronavirus arrivato addirittura a contagiare il tycoon. Sul voto inciderà, però, anche un altro fattore, da tempo molto significativo nelle elezioni americane: la percentuale di votanti. Normalmente, negli Usa 6 cittadini su 10 vanno a votare: il dato di 4 anni fa è addirittura inferiore. Come portare gli americani alle urne? E portarne di più aiuterà chi e come? Per Fowler la 'coercizione' sarebbe la giusta soluzione. A guadagnarne, secondo lui, sarebbe la democrazia e la rappresentanza di determinati gruppi sociali, altrimenti esclusi.

Professor Fowler, è vero che alcuni gruppi sociali, e i loro interessi, non hanno adeguata rappresentanza in America? E in che modo?

Gli americani anziani, bianchi, ricchi e di chiesa hanno molte più probabilità di andare a votare rispetto ad altri, lasciando, di fatto, i giovani, le persone più povere e le minoranze razziali ed etniche sotto-rappresentate alle urne. È difficile dire con sicurezza perché sia così: nel mio editoriale, tuttavia, sottolineo come sia più un mistero il motivo per cui così tante persone vadano a votare. Alcune persone sono solo più interessate alla politica e amano partecipare, mentre il voto è meno probabile che sia una priorità per chi vive difficoltà economiche.

Questa tendenza a sotto-rappresentare alcuni gruppi è dunque utile alla rielezione di Trump?

Sì. I tipi di persone che votano ad alti tassi tendono a propendere di più verso il Partito Repubblicano rispetto a quelli che sono sotto-rappresentati. Pensando specificamente a Donald Trump, l'attuale presidente trae molto sostegno proprio dagli americani più anziani, bianchi di cui parlavo prima. Sebbene non riceva lo stesso sostegno dai ricchi americani come i precedenti candidati repubblicani. Ma in ogni caso, un'affluenza alle urne ineguale probabilmente gioverà più a Trump che a Joe Biden.

Perché le strategie politiche del passato per aumentare la partecipazione degli elettori sono state un fallimento?

Non sono sicuro che si sia trattato di fallimenti. Sono state introdotte molte riforme per aumentare la partecipazione e migliorare la rappresentanza che hanno avuto effetti deludenti ma non fallimentari. Il voto anticipato, il voto per corrispondenza, la registrazione lo stesso giorno e la preregistrazione dei giovani sono esempi di politiche che aumentano l'affluenza alle urne, ma gli effetti tendono ad essere molto modesti: circa 1-2 punti percentuali.

E queste piccole percentuali hanno permesso comunque un salto di qualità tra le persone poco rappresentate?

Direi di no. Semmai, queste riforme spesso mobilitano solo un numero più alto di persone tra quelle già ben rappresentate.

Il voto obbligato, la coercizione, rappresentano una soluzione?

Sì. Potremmo obbligare le persone a votare nello stesso modo in cui le obblighiamo a far parte delle giurie, pagare le tasse e guidare al di sotto del limite di velocità. Cioè, potremmo fare del voto un'aspettativa legale di cittadinanza, e potremmo multare chi non vota e non offre una scusa valida per non farlo. Ciò è stato fatto in molti altri Paesi e può aumentare in modo significativo la partecipazione e migliorare la rappresentatività della popolazione votante.

Questo tipo di 'coercizione' non sarebbe una violazione di diritti civili?

No, non credo che sia una violazione dei diritti civili più del servizio di giuria obbligatorio, del pagamento delle tasse obbligatorie e della guida obbligatoria sotto il limite di velocità. Il voto è un problema di "azione collettiva" e noi possiamo e dobbiamo risolvere questi tipi problemi attraverso una sorta di coercizione o incentivo.

Pensa che la pandemia di Covid-19 ridurrà il numero di elettori?

Direi di sì, la pandemia probabilmente ridurrà la partecipazione. È bello vedere così tanti Stati espandere la possibilità di voto per corrispondenza e spero che tutti possano votare in sicurezza. Ma temo che coloro che non hanno mai votato per posta prima, potrebbero non voler passare attraverso questa seccatura e potrebbero non voler votare di persona.

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