L'ex manager della campagna di Trump in ospedale: ha minacciato il suicidio
L'ex manager della campagna di Trump in ospedale: ha minacciato il suicidio

Brad Parscale degradato dopo il flop del comizio estivo di Tulsa, rimasto semivuoto per una beffa online

È finito in ospedale dopo che ha minacciato di suicidarsi Brad Parscale, ex manager della campagna elettorale di Trump degradato dopo il flop del comizio estivo di Tulsa, rimasto semivuoto per una beffa online. È accaduto a poche ore dall'atteso primo dibattito presidenziale di domani in vista dell'Election Day del 3 novembre, in cui il presidente Donald Trump affronterà lo sfidante Joe Biden. Primo dei tre dibattiti in programma per gli aspiranti inquilini della Casa Bianca, il confronto si svolgerà a Cleveland, in Ohio, durerà 90 minuti e sarà moderato da Chris Wallace di Fox News. Per molti si tratta dell'appuntamento chiave della fase finale della campagna elettorale, una rara opportunità per milioni di elettori di confrontare personalità e posizioni dei candidati, vedendoli fianco a fianco. Trump da mesi è indietro rispetto a Biden nei sondaggi e spera quindi di trasformare quel momento in una chiave di volta. Per molti altri, invece, inclusi gli stretti collaboratori del democratico Biden, nessun cambiamento duraturo potrà derivare dall'incontro-scontro.

A dare notizia del ricovero di Parscale sono stati la polizia della Florida e lo staff della campagna elettorale. La moglie dell'ex responsabile ha chiamato la polizia dall'abitazione condivisa a Fort Lauderdale, segnalando che minacciava di farsi del male mentre era in possesso di varie armi da fuoco. Secondo il Baker Act, chiunque minacci di fare del male a sé o altre persone può essere trattenuto per 72 ore, in cui essere sottoposto a valutazione psichiatrica. "E' un membro della nostra famiglia e lo amiamo, siamo pronti a sostenere lui e la famiglia in ogni modo possibile", ha commentato il direttore della campagna elettorale di Trump, Tim Murtaugh.

Parscale a luglio è stato degradato dalla mansione di direttore della campagna elettorale a quella di incaricato delle operazioni digitali. Prima era un personaggio molto noto per i sostenitori del magnate, e spesso posava nelle fotografie con loro, prima dei comizi. È finito nel mirino di Trump, attirandosi la sua ira, quando i media si sono accorti del suo stile di vita apparentemente sfarzoso in Florida, che l'avrebbe tenuto lontano dalla sede della campagna in Virginia. Poi, è arrivato il comizio del 20 giugno a Tulsa, in Oklahoma: Parscale annunciò che era stato richiesto un milione di biglietti, invece migliaia di persone avevano organizzato una beffa. Avevano 'gonfiato' le aspettative prenotando i biglietti online, sapendo che non si sarebbero mai presentati. Il palazzetto rimase evidentemente semivuoto, con circa 6mila presenti e molte più sedie vuote, con conseguente ira di Trump. Il quale, non nuovo a silurare i suoi, ha rimosso Parscale e l'ha sostituito con Bill Stepien.

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