Un arsenale nel covo del narcos 'El Lucky'

Città del Messico (Messico), 14 dic. (LaPresse/AP) - Raul Lucio Hernandez Lechuga, detto 'El Lucky', uno dei fondatori del cartello della droga messicano Zetas, catturato lunedì, era in possesso di un vero e proprio arsenale. Sulla scena del raid, i marines hanno rinvenuto 133 fucili, cinque lanciagranate, 29 granate e 36 pistole. Trovato anche un giubbotto antiproiettile marcato con la lettera 'Z', simbolo del cartello Zetas. L'uomo, riferisce il portavoce della Marina Jose Luis Vergara, potrebbe anche essere legato al rapimento di nove marines messicani, avvenuto lo scorso anno nello stato di Veracruz, dove il narcotrafficante controllava le operazioni degli Zetas. Nell'azione per catturare 'El Lucky', nella città di Cordoba, frutto di un lavoro di intelligence di un anno, un sospetto ha perso la vita e un marine è stato ferito. Hernandez Lechuga era uno dei 37 narcotrafficanti più ricercati del Messico e, con il suo arresto, 22 di quei 37 sono stati uccisi o catturati.

Hernandez Lechuga era leader del cartello Zetas in una decina di Stati messicani, tra cui Veracruz. Il governo federale aveva offerto una ricompensa di 15 milioni di pesos (circa 1,2 milioni di dollari) a chi avesse fornito informazioni utili alla cattura. Il cartello Zetas è stato formato da un piccolo gruppo di soldati di elite con base nello stato Tamaulipas, oltre il confine con il Texas, che hanno disertato negli anni '90 per lavorare per il cartello del Golfo. Da questo si sono poi staccati nel 2006, dopo l'estradizione in Usa del loro leader Osiel Cardenas Guillen. Lo scorso anno si sono definitivamente divisi dagli ex capi, dando il via a una serie di violenze in tutto il Messico, nel tentativo di guadagnare terreno verso sud.

Intanto continuano le violenze nel resto del Paese. Ieri uomini armati hanno ucciso il vicesindaco di Gran Morelos, nello stato messicano di Chihuahua, Idalia Ayala, e la sua guardia del corpo. Nell'azione sono anche rimasti feriti il capo della polizia cittadina Miguel Gomez, sua moglie e i loro due figli. Gli uomini armati hanno aperto il fuoco sulle due automobili a bordo delle quali le vittime stavano viaggiando. Nel vicino stato di Coahuila, invece, un gruppo di uomini armati ha ucciso il direttore della prigione della capitale Saltillo. L'uomo, Serafin Pena Santos, è stato aggredito mentre stava viaggiando nell'area residenziale della città.

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