Uganda, giornale pubblica in copertina nomi di 200 omosessuali

Kampala (Uganda), 25 feb. (LaPresse/AP) - Un giornale ugandese, il Red Pepper, ha pubblicato una lista di quelli che ha definito i "200 principali" omosessuali del Paese. Ieri il presidente dell'Uganda, Yoweri Museveni, ha firmato la controversa legge anti gay, criticata da Paesi occidentali e gruppi per i diritti umani. Oggi Red Pepper pubblica i nomi, e in alcuni casi anche le foto, dei 200 omosessuali con il titolo "Scoperti!". La lista include noti attivisti gay del Paese, tra cui Pepe Julian Onziema, che ha ripetutamente avvisato che la nuova legge contro gli omosessuali potrebbe far nascere nuove violenze nei loro confronti. La nuova legge prevede una pena di 14 anni di carcere per le persone condannate per la prima volta e l'ergastolo per la cosiddetta "omosessualità aggravata". Quest'ultimo reato riguarda casi di persone condannate più volte per rapporti omosessuali tra adulti consenzienti, nonché i responsabili di atti sessuali con minorenni, disabili o persone infettate dal virus Hiv. Il portavoce della polizia, Patrick Onyango, ha detto che non sono state arrestate persone omosessuali da quando è stata firmata la legge.

Nella lista sono incluse anche persone che non avevano in precedenza affermato di essere omosessuali. Tra i 200 nomi ci sono quello di una star hip hop popolare in Uganda e di un prete cattolico. "E' tornata la caccia alle streghe dei media" ha scritto su Twitter Jacqueline Kasha, nota attivista per i diritti delle persone lesbiche. Anche lei compare nella lista di Red Pepper. Nicholas Opiyo, avvocato che gestisce un gruppo di osservazione sui diritti denominato Capitolo 4, ha previsto che la nuova legge renderà più difficile la vita per i gay ugandesi. "La promulgazione della legge contro l'omosessualità ha solo rafforzato...la popolazione nel suo rifiuto di chiunque sia percepito come gay o amichevole verso i gay" ha spiegato. "Queste cose continueranno. Diventeranno più frequenti". L'alto commissario delle Nazioni Unite Navi Pillay ha avvisato che la legge istituzionalizzerà la discriminazione e potrebbe incoraggiare le molestie e le violenze contro i gay.

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