Uganda, Corte costituzionale annulla leggi contro l'omosessualità

Kampala (Uganda), 1 ago. (LaPresse/AP) - La Corte costituzionale dell'Uganda ha annullato le leggi anti-gay adottate dal governo a febbraio. I cinque giudici della Corte hanno infatti accertato che lo speaker del Parlamento ha agito in modo illegale quando ha autorizzato il voto sulla legge, nonostante tre obiezioni sulla mancanza del quorum. Le leggi sono state quindi dichiarate "nulle" e incostituzionali. Nell'aula c'erano numerosi sostenitori e oppositori della legge e, alla lettura della decisione, gli attivisti dei diritti per gli omosessuali sono scoppiati in un applauso.

"La speaker del Parlamento è stata obbligata a fare in modo che ci fosse il quorum, per questo siamo arrivati alla conclusione che ha agito illegalmente", hanno affermato i giudici. Le misure anti-gay adottate a febbraio prevedevano condanne fino all'ergastolo per le persone sorprese in atti omosessuali. Permettevano inoltre alle autorità di infliggere lunghe pene detentive a chi venisse giudicato colpevole di "tentata omosessualità" e "promozione dell'omosessualità". Frank Mugisha, leader della comunità gay ugandese, ha dichiarato che la decisione della Corte costituzionale rappresenta "un passo avanti" per i diritti dei gay, sebbene abbia aggiunto di essere preoccupato da eventuali rappresaglie.

Secondo l'avvocato Ladislaus Rwakafuuzi, che ha sostenuto la causa degli attivisti, la sentenza "mantiene lo stato di diritto e il costituzionalismo in Uganda". Nonostante la decisione della Corte, la legge che criminalizza gli atti sessuali "contro natura" resta in vigore e continua a permettere di arrestare le persone accusandole di omosessualità. Kosiya Kasibayo, dell'avvocatura di Stato, ha detto che non è ancora stata presa una decisione sulla possibilità di ricorrere al giudizio della Corte suprema.

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