Ue, telefonate pre-summit Renzi-Merkel: Roma e Berlino più vicine
Obiettivo comune è creare un sistema di registrazione dei migranti a livello Ue

Il premier Matteo Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel si sono sentiti due volte nel corso della settimana scorsa. La prima, giovedì, proprio per preparare il vertice straordinario di oggi a Bruxelles sull'immigrazione. La seconda, venerdì, nel corso di una conference call sulla Siria insieme al presidente francese Francois Hollande, il premier britannico David Cameron e al presidente russo Vladimir Putin.

Italia e Germania si presenteranno oggi al summit forti di una lettera congiunta alla Commissione. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il suo omologo tedesco Thomas de Maiziere, infatti, hanno prodotto una missiva chiedendo di creare un sistema di registrazione dei migranti a livello Ue e auspicando un'armonizzazione delle procedure per i richiedenti asilo, proponendo di destinare più fondi all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (Easo). I due suggeriscono di identificare i migranti che hanno bisogno di protezione internazionale nei loro Paesi di origine o nei Paesi di transito prima di portarli in Europa, in particolare in Turchia, e propongono di istituire un "sistema istituzionalizzato di ricollocamento in Ue". In altre parole, di superare Dublino. Inoltre, sollecitano l'attivazione di un "robusto e coordinato meccanismo di rimpatrio europeo" per rimandare indietro i cosiddetti 'migranti economici'.

Contrariamente al solito, insomma, Roma e Berlino sembrano arrivare unite questa volta. A incidere potrebbe essere stata la visita del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker del 26 febbraio a Roma. Nel corso di un punto stampa congiunto con Renzi, Juncker definì un "ottimo risultato" la riduzione delle procedure di infrazione, lodò il documento pubblicato dal Governo italiano qualche giorno prima, intitolato 'proposta strategica dell'Italia per il futuro dell'Unione europea: crescita, lavoro e stabilità' ("molto raramente - disse - mi sono visto proporre un documento di riflessione di questo livello da uno Stato membro"), e soprattutto lanciò un assist sui migranti: "Non si dice abbastanza spesso - sottolineò - che l'Italia in questo ambito e fin dall'inizio ha tenuto una condotta esemplare, al confronto di altri Paesi che si muovono, a essere educati, in maniera esistante".

A favorire la riconciliazione tra Roma e Berlino, in effetti, è sicuramente la questione migranti. Per mesi la Merkel ha tentato di guidare guidare i Paesi centrorientali e quelli scandinavi verso un ordinato meccanismo di ricollocamento, con riunioni pre-vertice a ogni Consiglio europeo. Tutto lavoro che, alla fine, si è rivelato inutile. E così ora Berlino torna a guardare verso sud, verso Roma e Atene, i due Paesi più esposti e quelli che hanno più interesse di tutti a una maggiore integrazione europa sul fronte migratorio.

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