Ue, sul tavolo del vertice altri 6 mesi di sanzioni alla Russia

Bruxelles (Belgio), 17 dic. (LaPresse) - Altri sei mesi di sanzioni alla Russia. E' la proposta che il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk porta al vertice che si apre oggi a Bruxelles. "Una diretta conseguenza - scrive nella lettera di invito ai leader europei - delle conclusioni del Consiglio Ue di marzo, secondo le quali la durata delle misure restrittive contro la Federazione russa dovrebbe essere collegata alla completa implementazione degli accordi di Minsk".

Una "diretta conseguenza" che si cala però in un contesto profondamente cambiato. Da allora, infatti, Mosca è uscita dalla situazione di completo isolamento in cui si era ritrovata ed è tornata protagonista della scena internazionale con l'impegno militare in Siria. Un impegno controverso, finalizzato secondo molti più a difendere il regime di Bashar Assad che a colpire l'Isis, ma col quale tutti devono fare i conti e del quale c'è comunque bisogno, in una fase in cui - dopo gli attentati di Parigi - la distruzione dello Stato islamico è balzata in cima all'agenda politica internazionale.

Su questa questione l'Italia rappresenta da sempre una voce critica, e chiede una normalizzazione dei rapporti con la Russia. Lo faceva già prima, per difendere le proprie solide e storiche relazioni commerciali con Mosca, lo fa a maggior ragione adesso, essendo in prima fila sul fronte della stabilizzazione del Mediterraneo. Si riapre perciò la vecchia spaccatura europea tra i Paesi centro-orientali e quelli meridionali-mediterranei, con i primi sempre impegnati a combattere i tentativi russi di allargare la propria sfera di influenza, sfera dalla quale loro stessi sono riusciti a emanciparsi proprio entrando nell'Ue, e i secondi interessati invece più a mantenere un clima cordiale e di cooperazione con il grande vicino alle frontiere est.

A gennaio entrerà in vigore poi l'accordo di libero scambio tra l'Ue e l'Ucraina, una cosa, spiega lo stesso Tusk, che "condurrà alla graduale integrazione economica dell'Ucraina nel mercato interno europeo". Non solo, ma Kiev ha fatto "buoni progressi - scrive ancora Tusk - negli ultimi mesi sulla liberazione dei visti, il che dovrebbbe permetterci di procedere verso un regime di accesso senza visto il prima possibile". Insomma, "l'Europa - dice il capo del Consiglio - manterrà la sua politica. L'Ucraina deve mantenere la propria sulle riforme. La Russia deve cambiare la sua". Un programma che potrebbe non essere così semplice.

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