Ue, il Parlamento ha eletto von der Leyen presidente della commissione: 383 voti per la candidate designata
Ue, il Parlamento ha eletto von der Leyen presidente della commissione: 383 voti per la candidate designata

"Accordo verde per l'Europa nei primi cento giorni del mio mandato, usare tutta flessibilità possibile nel patto di stabilità'. Sui migranti: "In mare obbligo di salvare vite" 

Ursula von der Leyen è stata eletta presidente della Commissione europea con 383 voti, poco più dei 374 necessari. Contrari 327 eurodeputati, astenuti 22, una scheda bianca.  Hanno votato 733 eurodeputati. La tedesca è la prima donna a ricoprire questo ruolo. L'attuale ministro della Difesa succede al lussemburghese Jean-Claude Juncker il cui mandato scade il 31 ottobre.

I deputati europei valuteranno le competenze dei nuovi commissari nelle audizioni che si svolgeranno la  prima settimana di ottobre, poi la nuova commissione europea dovrà ricevere l'investitura del Parlamento europeo a Strasburgo nella sessione plenaria tra il 21 e il 24 ottobre.
 

La presidente designata era intervenuta in aula nel dibattitp prima del voto  tenendo un discorso programmatico sulle linee guida del suo mandato proponendo un salario minimo europeo da contrattare su base regionale. "Dobbiamo lavorare nell'ambito del patto di stabilità e crescita, dobbiamo utilizzare tutta la flessibilità permessa dalle regole", ha detto, aggiungendo che "bisogna riconciliare l'economia col sociale" e che l' "economia deve essere al servizio delle persone". Von der leyen ha assicurato che presenterà "un accordo verde per l'Europa nei primi cento giorni del mio mandato".

"Nel mare c'è l'obbligo di salvare le vite" ha detto ancora l'ex ministra delle difesa tedesca, strappando un applauso, spiegando che che proporrà un rafforzamento di Frontex con "10.000 guardie di frontiera entro il 2024". "Sono sollevata che non avrò voti dei sovranisti lo considero un premio per tutto quello che ho fatto" , ha aggiunto in replica al discorso di Jorg Meuthen, co-presidente del gruppo Identità e Democrazia, di cui fa parte anche la Lega."Dopo una lunga analisi il mio gruppo ha deciso che non può sostenerla", ha detto Meuthen

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