Ucraina, urne aperte per elezioni presidenziali, 21 candidati

Kiev (Ucraina), 25 mag. (LaPresse/AP) - Urne aperte in Ucraina, dove si tengono le elezioni presidenziali. Il voto arriva tre mesi dopo la deposizione dell'ex presidente filorusso Viktor Yanukovych, a seguito di mesi di proteste contro la sua decisione di rifiutare un accordo di associazione con l'Unione europea e di mantenere legami stretti con Mosca. Ventuno candidati si sfidano oggi per diventare il prossimo presidente. Secondo i sondaggi in testa c'è il miliardario Petro Poroshenko, imprenditore del settore dolciario, che staccherebbe gli altri 20 candidati, ma non riuscirebbe a ottenere la maggioranza assoluta già al primo turno. Principale rivale è Yulia Tymoshenko, ex premier distaccata di vari punti. Il ballottaggio, se necessario, si terrà il 15 giugno.

A Kiev Vera Potemkina, 65 anni, professoressa universitaria in pensione, ha spiegato che voterà per Poroshenko perchè spera che guiderà l'Ucraina fuori dall'orbita della Russia, più vicina all'occidente. "Siamo parte dell'Europa, non abbiamo bisogno dell'Asia", afferma. Anche un altro residente di Kiev, l'83enne Mykhailo Matsko, ha votato per Poroshenko. "Anche se è un oligarca, ho votato per lui perché il Paese deve essere unito in un momento così difficile e avere una leadership forte", ha spiegato. Il voto di oggi avviene nonostante le tensioni e i combattimenti nell'est del Paese, dove gli insorti filorussi hanno conquistato palazzi governativi e si scontrano con le forze governative. I ribelli, che hanno dichiarato l'indipendenza delle regioni di Donetsk e Luhansk, hanno già annunciato che non permetteranno il voto, che hanno descritto come delle elezioni "in un Paese vicino".

Il viceministro dell'Interno ucraino, Serhiy Yarovyi, ha detto che la polizia è in grado di assicurare l'ordine e la sicurezza nei seggi elettorali in solo 9 dei 34 distretti elettorali dell'est. Il governo ad interim di Kiev e l'occidente accusano la Russia di appoggiare la rivolta, dopo aver annesso la penisola di Crimea a marzo. Mosca nega le accuse.

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