Ucraina denuncia incursione Russia Kiev: Distrutti i loro blindati. Mosca nega

Kamensk-Shakhtinsky (Russia), 15 ago. (LaPresse/AP) - Nuove tensioni al confine tra Ucraina e Russia. Kiev ha denunciato un'incursione di mezzi militari russi in territorio ucraino, che sarebbe avvenuta nella notte fra giovedì e venerdì, e il presidente ucraino Petro Poroshenko ha riferito al premier britannico David Cameron che i blindati sono stati distrutti dall'artiglieria di Kiev. Anche la Nato, tramite il suo segretario generale Anders Fogh Rasmussen, conferma di avere osservato una "incursione russa". Ma i servizi di sicurezza di Mosca (Fsb) smentiscono, dicendo che alcune forze russe pattugliano il confine e negando lo sconfinamento. Intanto Londra ha convocato l'ambasciatore russo, Alexander Yakovenko, per chiedere chiarimenti in merito. E da Bruxelles i ministri degli Esteri dell'Ue, al termine del loro meeting di emergenza, hanno chiesto alla Russia di "porre immediatamente fine a ogni forma di ostilità al confine" con l'Ucraina e hanno affermato che "ogni azione militare unilaterale da parte della Federazione russa in Ucraina con ogni pretesto, compreso quello umanitario, sarà considerato dall'Unione europea una evidente violazione della legge internazionale".

La notizia della presunta incursione russa giunge nella settimana di tensioni legate all'invio da parte di Mosca di un convoglio carico di aiuti umanitari per Luhansk, nell'est dell'Ucraina. Mosca e Kiev avevano raggiunto un accordo sull'invio degli aiuti, in base al quale però l'Ucraina avrebbe accolto il convoglio solo a condizione che passasse tramite una regione non toccata dalla rivolta dei separatisti filorussi. Rompendo l'intesa iniziale, la Russia ha fatto partire questa settimana il convoglio di circa 200 camion facendolo però dirigere verso un valico di frontiera nell'est dell'Ucraina sotto il controllo dei separatisti filorussi. Questo ha sollevato il timore che i mezzi russi potessero entrare senza essere controllati da Kiev o dal Comitato della Croce rossa internazionale (Cicr). Dopo una controversia durata giorni, oggi Mosca ha acconsentito a che i funzionari ucraini ispezionassero il convoglio mentre era ancora in territorio russo e a che sia la Croce rossa a occuparsi della distribuzione degli aiuti nella regione ucraina di Luhansk.

Il direttore delle operazioni del Comitato internazionale della Croce rossa in Europa, Laurent Corbaz, ha illustrato il funzionamento del piano per la consegna degli aiuti: i camion russi dovrebbero entrare in Ucraina con un solo conducente russo ciascuno (mentre adesso ci sono più persone russe a bordo di ogni camion) accompagnato da un lavoratore della Croce rossa. In linea con la politica della Croce rossa, ha sottolineato, non ci sarà alcuna scorta militare.

Quello della scorta militare, tuttavia, è un punto controverso. Oggi infatti sono stati avvistati nei pressi del convoglio alcuni veicoli militari russi, sui quali c'era un acronimo che sta per 'forze di peacekeeping', segnale che Mosca sta probabilmente considerando l'ipotesi di una scorta militare. Alcuni giornalisti di Associated Press hanno visto oggi decine di mezzi militari russi e blindati per il trasporto truppe che si muovevano vicino alla zona in cui i camion con gli aiuti umanitari diretti in Ucraina erano parcheggiati, in un campo russo a circa 28 chilometri dal confine. Inoltre, nel corso del suo colloquio telefonico con Cameron, Poroshenko ha discusso della notizia dell'ingresso di blindati russi in territorio ucraino vicino al punto in cui era posteggiato un convoglio di aiuti umanitari russi, notizia data da alcuni giornalisti occidentali, e "in particolare del giornale Guardian" si legge nella nota della presidenza ucraina. Poroshenko, non presentando alcuna prova delle sue dichiarazioni, ha inoltre "informato che si tratta di informazioni affidabili e ha confermato che la maggioranza delle macchine sono state eliminate nella notte dall'artiglieria ucraina".

I combattimenti nell'est dell'Ucraina sono cominciati ad aprile, un mese dopo l'annessione della penisola di Crimea da parte della Russia, e il bilancio è di circa 2.100 morti, la metà dei quali nelle ultime settimane.

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