Ucraina, Crimea occupata: G7 condanna Russia, ok di Putin a gruppo di contatto

Washington (Usa), 3 mar. (LaPresse/AP) - In Ucraina la Russia ha compiuto una "chiara violazione di sovranità e dell'integrità territoriale" violando i "principi e i valori" in base ai quali operano il G7 e il G8 pertanto i Paesi del G7 hanno sospeso la loro partecipazione ai lavori di preparazione del summit del G8 in programma per giugno a Sochi, in Russia. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota diffusa a nome di tutti i Paesi del G7, cioè Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Regno Unito.

I ritmi della mobilitazione internazionale per l'Ucraina si sono fatti serrati: il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha parlato al telefono con la cancelliera tedesca Angela Merkel, con il primo ministro britannico David Cameron e con il presidente della Polonia Bronislaw Komorowski; per oggi è previsto a Bruxelles un incontro di emergenza dei ministri degli Esteri dell'Ue; nei giorni scorsi, inoltre, erano circolate voci secondo le quali Yulia Tymoshenko dovrebbe incontrare oggi a Mosca il presidente russo Vladimir Putin e domani il segretario di Stato Usa John Kerry si recherà a Kiev per incontrare i rappresentanti del governo ucraino ad interim. Intanto ieri il ministro degli Esteri britannico, William Hague, è stato in visita in Ucraina, e in serata la Germania ha fatto sapere che Putin ha accettato la proposta di Merkel di un "gruppo di contatto" per il dialogo fra Russia e Ucraina.

Sempre ieri John Kerry, comparendo in diversi programmi televisivi come 'Face the nation' su Cbs, 'This week' su Abc e 'Meet the press' su Nbc, ha riferito di avere consultato altri leader mondiali e che "ognuno di loro è pronto ad andare fino in fondo per isolare la Russia a seguito dell'invasione" della Crimea. Kerry ha invitato Putin a fare marcia indietro da quello che definisce un "incredibile atto di aggressione". Il segretario di Stato Usa ha inoltre spiegato che, oltre alle sanzioni economiche e alle limitazioni sui visti, Mosca rischia di essere cacciata fuori dal G8. Alcuni funzionari degli Stati Uniti, coperti dall'anonimato, fanno sapere che Washington non valuta opzioni militari ma si sta concentrando sulle opzioni politiche, economiche e diplomatiche. Nell'incontro di emergenza della Nato che si è tenuto ieri, l'Alleanza ha "condannato l'escalation militare della Russia in Crimea" chiedendo a Mosca di rispettare i suoi obblighi in base alla Carta delle Nazioni unite. "Da questo possono scaturire gravi ripercussioni", ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. L'Ucraina non è un membro della Nato, il che significa che Stati Uniti ed Europa non sono obbligati a intervenire in sua difesa, ma il Paese ha partecipato ad alcune esercitazioni dell'Alleanza.

La Russia, pur senza sparare un solo colpo, ha preso di fatto il controllo della penisola di Crimea, zona a maggioranza russofona e filorussa nel sud dell'Ucraina. Uomini armati in uniforme senza alcuna indicazione della nazionalità da giorni si muovono liberamente nella regione, e hanno occupato diversi aeroporti. Secondo un funzionario degli Stati Uniti, la Russia ha ora il totale controllo operativo della penisola, con oltre 6mila soldati sul campo tra forze navali e di terra. Mosca può contare inoltre su una defezione di alto livello dal momento che ieri sera il capo della marina ucraina recentemente nominato, l'ammiraglio Denis Berezovsky, ha disertato dichiarando lealtà al nuovo governo regionale pro Russia. Kiev, dal canto suo, ha richiamato i riservisti per l'addestramento.

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