Turchia verso presidenzialismo: riformati 3 articoli Costituzione
Secondo i piani sarà indetto il referendum per il 6 aprile

 Il Parlamento turco ha approvato tre articoli sulla riforma costituzionale proposta dal governo, tra cui quella che concede maggiori poteri al presidente del Paese, Recep Tayyip Erdogan. Tra i tre articoli, approvati in una sessione durata due giorni, compare infatti quello più controverso, in cui si definisce il presidente come 'capo di Stato' e la possibilità di governare per decreto. Se la riforma costituzionale supererà il processo parlamentare e se verrà approvata da un referendum popolare, il presidente potrà nominare e destituire i vicepresidenti, i ministri e i funzionari di alto rango. Potrà inoltre governare per decreto senza che le sue decisioni passino dal Parlamento. Tuttavia, se l'aula approvasse una legge che regola gli stessi aspetti di un decreto presidenziale, sarà questa norma ad essere applicata.

 

Il capo di Stato potrà portare le leggi in Parlamento perchè siano riconsiderate o inviarle alla Corte Costituzionale perchè siano annullate. Inoltre, il capo dello Stato avrà il potere, dopo la riforma, di nominare 12 dei 15 membri di questa Corte. Altrà novità di questa riforma è quella secondo cui il presidente potrà continuare ad appartenere, e anche guidare, un partito politico. In una situazione come quella attuale, in cui il partito di governo Giustizia e Sviluppo (Akp) fondato e guidato di fatto da Erdogan ha la maggioranza assoluta, il presidente controllerebbe quindi sia il potere legislativa, sia quello esecutivo sia quello giudiziario. Il Parlamento turco ha iniziato a discutere della riforma lunedì scorso e al momento ha approvato 8 dei 18 articoli previsti. In seguito si dovrà votare la riforma nel suo complesso. Ogni modifica deve essere approvata con almeno 330 voti.


Al momento, gli articolo approvati hanno ricevuto un margine di sostegno tra i 338 e i 347 voti, lontani dai 367 necessari perchè la riforma sia approvata direttamente dall'aula, senza passare per il voto popolare. L'Akp conta di avere l'appoggio anche del partito ultranazionalista Movimento di Azione nazionalista (Mhp). Gli altri due partiti di opposizione, il socialdemocratico Chp e il procurdo e di sinistra Hdp, hanno denunciato che con questa riforma sarà impossibile che il Parlamento possa compensare il potere del presidente.
La tensione politica per la riforma costituzionale ha provocato negli ultimi giorni un duro scontro tra i deputati governativi e l'opposizione.L'Akp ha avvertito ieri che convocherà nuove elezioni se il pacchetto di riforme non sarà approvato dall'aula e Erdogna ha chiesto ai deputati di accelerare il dibattito per portare la decisione definitiva nelle mani del popolo.
"Invece di cambiare il regime attuale, sosteniamo elezioni anticipate", ha commentato Özgür Özel, vicepresidente del gruppo parlamentare del Partito Repubblicano del Popolo (CHP).

Secondo i piani di Erdogan, il dibattito dovrebbe chiudersi la prossima settimana per indire il referendum il 6 aprile.

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