Turchia, ondata di suicidi tra militari e polizia dopo il golpe
L'ultimo di loro è un tenente colonnello che si è tolto la vita nella giornata di oggi

Diversi militari e poliziotti turchi si sono suicidati o hanno provato a farlo a seguito del fallito golpe del 15 luglio in Turchia, e l'ultimo di loro è un tenente colonnello che si è tolto la vita oggi, che pare fosse depresso per non avere potuto impedire il colpo di Stato. Si tratta di Levent Onder, che era secondo comandante di brigata, e a riferirlo è stato il governatorato di Siirt. Sempre oggi il colonnello Birkan Coroz ha minacciato di buttarsi da uno dei ponti sul Bosforo, a Istanbul; mezz'ora dopo il militare, accusato di avere partecipato al golpe, si è convinto a non farlo ma è stato immediatamente arrestato dalla polizia.

Da venerdì si sono suicidati un governatore distrettuale e tre poliziotti sui quali pendevano sospetti di avere partecipato al golpe. Due degli agenti facevano parte delle migliaia di poliziotti e militari che sono stati sospesi dal servizio in quanto sospettati di avere collaborato al golpe o di essere sostenitori di Fethullah Gülen, nemico del presidente Recep Tayyp Erdogan in autoesilio negli Stati Uniti, che il governo di Ankara accusa di essere responsabile del tentato golpe.

CARENZE DI INTELLIGENCE. Ci sono state falle e carenze significative dell'intelligence durante il fallito colpo. Le forze armate, quindi, devono essere rapidamente ristrutturate con forze fresche. Così Erdogan, in una intervista a Reuters. Erdogan ha raccontato la notte del golpe e ha parlato dei suoi sospetti su Fethullah Gülen, l'imam auto esiliato negli Usa che ritiene essere la mente del colpo di Stato.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata