Turchia, Ocalan proclama tregua curda. Cauta reazione di Ankara

Ankara (Turchia), 21 mar. (LaPresse/AP) - Storica giornata per la Turchia e la popolazione curda. Abdullah Ocalan, leader del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan), in carcere da ormai 14 anni, ha infatti proclamato il cessate il fuoco e il ritiro dei combattenti dal territorio turco. Un annuncio atteso, anticipato nei giorni scorsi da un messaggio consegnato dello stesso Ocalan ad alcuni deputati andati a fargli visita, e che è arrivato in concomitanza con il Nowruz, il capodanno curdo. Per l'occasione, decine di migliaia di persone si erano radunate in piazza a Diyarbakir.

"Abbiamo raggiunto un momento in cui le armi devono tacere e in cui devono parlare le idee. Una nuova era è iniziata, in cui deve essere la politica, non le armi, ad andare alla ribalta", recita il messaggio di Ocalan, che poi aggiunge: "Abbiamo raggiunto il punto in cui i nostri elementi armati devono ritirarsi al di là del confine". E, proprio come il Nowruz segna un nuovo inizio, il leader curdo ha voluto sottolineare che anche questa decisione "non è la fine". "Si sta aprendo una porta per il passaggio dalla lotta armata a quella democratica", prosegue il testo, che poi recita: "Abbiamo sacrificato decenni al popolo curdo, pagando un prezzo alto. Ma in nessun caso è stato pagato invano, i curdi si sono guadagnati la loro identità".

La reazione di Ankara per ora è soddisfatta, ma cauta. Il linguaggio, ha detto il ministro dell'Interno turco Muammer Guler, è quello della pace, ma "dobbiamo vedere come essa verrà messa in atto". Sullo stesso tono il primo ministro Recep Tayyip Erdogan il quale promette che le forze di sicurezza turche interromperanno le loro operazioni contro i ribelli, non appena verrà attuato il piano delineato da Ocalan. Motivo di irritazione per il premier è stata però l'assenza di bandiere turche sul palco da cui è stata annunciata la tregua, a Diyarbakir. La mancanza della bandiera, ha detto Erdogan dall'Olanda dove oggi si trovava per una serie di incontri, è stata "un atto provocatorio" contrario allo spirito del messaggio di pace di Ocalan.

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