Turchia, centinaia di feriti e 939 arresti per proteste

Istanbul (Turchia), 1 giu. (LaPresse/AP) - Secondo giorno di proteste in Turchia, e nuovi scontri. Dopo che la polizia come ieri ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro i gruppi di persone che hanno protestato contro il governo a Istanbul e Ankara, il premier Recep Tayyp Erdogan ha tenuto un discorso televisivo in cui ha tenuto una linea rigida e sfidato i manifestanti. La polizia continuerà a rispondere alle proteste, ha detto, e il contestato progetto di abbattere gli alberi della piazza Taksim proseguirà. Poche ore dopo, però, gli agenti si sono ritirati dalla piazza, rimuovendo le barricate e lasciando confluire migliaia di dimostranti. Secondo alcune fonti mediche i feriti sono centinaia. Il ministro degli Interni Guler ha dichiarato che sono stati effettuati 939 arresti in varie città del Paese. Ieri un tribunale ha stabilito lo stop temporaneo al progetto di costruzione sul parco.

ISTANBUL: CONTRO IL PARCO E CONTRO ERDOGAN. La protesta è nata ieri con un sit-in pacifico a Istanbul per opporsi all'abbattimento di una zona verde nella piazza Taksim, che ha lo scopo di fare posto alla ricostruzione di antiche caserme e forse a un centro commerciale. La polizia è intervenuta con violenza e ha sparato gas lacrimogeni e con cannoni ad acqua. In breve le proteste si sono allargate a tutto il Paese, con i manifestanti che chiedevano le dimissioni del premier Erdogan. Più ampie anche le motivazioni, perché il primo ministro è accusato di una deriva autoritaria e di voler islamizzare il Paese. I laici e i gruppi secolari sono in allarme e hanno quindi reagito. Decine le persone ferite negli scontri con la polizia.

OGGI PROTESTE A ISTANBUL E ANKARA. Migliaia di persone sono di nuovo scese in piazza questa mattina, ancora a Istanbul e poi ad Ankara. Nella prima città hanno manifestato nella zona del parco e anche lungo il ponte sul Bosforo, che attraversa lo stretto che collega le due parti asiatica ed europea della città. Lacrimogeni e cannoni ad acqua sono stati usati contro i partecipanti. Stessa risposta delle forze dell'ordine ad Ankara, dove in migliaia hanno marciato nel centro della città tentando di raggiungere il Parlamento.

OPPOSIZIONE: ERDOGAN RITIRI LA POLIZIA. "Dimostraci di essere il primo ministro ritirando la tua polizia", ha detto, rivolgendosi a Erdogan, Kemal Kilicdarogl, leader del Partito popolare repubblicano, principale gruppo secolare turco all'opposizione. Ha chiesto al premier di ritirare immediatamente la polizia che sta rispondendo con la forza alle proteste di Istanbul e l'ha invitato a dichiarare pubblicamente che applicherà la decisione presa ieri da un tribunale della città, che ha sospeso in via temporanea il progetto di sradicare l'area verde della piazza Taksim.

GRUPPI DIRITTI: USO DELLA FORZA E' CRIMINE. "L'uso di gas lacrimogeni in queste modalità è inaccettabile. È un pericolo per la salute pubblica ed è un crimine. Sfortunatamente non c'è un procuratore tanto coraggioso da affrontare la polizia". Lo ha dichiarato Ozturk Turkdogan, a capo dell'Associazione turca per i diritti umani, parlando ad Associated Press. "La gente si oppone a Erdogan che sta cercando di monopolizzare il potere e si sta immischiando in tutti gli aspetti della vita", ha aggiunto. Il governo del premier Recep Tayyip Erdogan è infatti accusato dai laici e dai gruppi secolari di una deriva islamizzante. In una decisione a sorpresa, la scorsa settimana il governo ha approvato velocemente una legge che reprime la vendita di alcol e ne limita la pubblicità. I laici vi hanno letto un segnale d'allarme. Per reazione, molti nella capitale si sono riversati nelle strade e hanno bevuto alcol pubblicamente per protesta.

ERDOGAN: STOP PROTESTE, NIENTE DIETROFRONT SU PROGETTO. Erdogan ha parlato in televisione chiedendo ai dimostranti di mettere fine alle proteste, ma è rimasto fermo sulla risposta della polizia alle manifestazioni e sul progetto di abbattere il contestato parco di Istanbul. La polizia, ha detto, continuerà a reprimere le manifestazioni nella piazza Taksim e il polmone verde della città sarà sradicato per inaugurare nuove costruzioni. E' possibile, ha detto ancora, che gli agenti abbiano ecceduto nell'uso di lacrimogeni contro i dimostranti e questo sarà investigato."La polizia era presente a Taksim ieri. Sarà presente oggi e lo sarà anche domani. Taksim non può essere un luogo dove i gruppi estremisti agiscano liberamente", ha detto Erdogan. Il governo è determinato a migliorare la piazza, ha aggiunto, ricostruendo le antiche caserme, mentre ancora nessuna decisione definitiva è stata presa sul centro commerciale. Ha anche definito le proteste illegali e detto che potrebbe facilmente far scendere in piazza un milione di persone a suo sostegno. "Tutti i tentativi al di fuori dalle urne non sono democratici", ha dichiarato.

LA POLIZIA SI RITIRA. Nel pomeriggio la notizia che sembra contraddire le affermazioni di Erdogan. La polizia si è infatti ritirata dalla piazza Taksim. Migliaia di manifestanti sono quindi potuti confluire nella piazza, dopo che gli agenti hanno rimosso le barricate che avevano alzato per impedire l'accesso alle proteste antigovernative, riporta l'agenzia privata Dogan. L'agenzia Anadolu fa sapere che ci sono stati brevi tafferugli, quando i dimostranti hanno lanciato petardi alla polizia che si ritirava.

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