Turchia, attacco all'ambasciata israeliana ad Ankara: un morto
Almeno due persone hanno cercato di fare irruzione nella sede diplomatica

Paura all'ambasciata di Israele ad Ankara. Un uomo armato di un coltello ha cercato di fare irruzione nella sede diplomatico ma è stato colpito e ferito dalle guardie di sicurezza. Secondo alcuni testimoni, l'uomo avrebbe gridato 'Allahu Akbar' ma dalle prime indagini le autorità turche hanno escluso avesse legami con organizzazioni terroristiche. Il governo di Israele ha fatto sapere che tutto il personale è incolume.

L'uomo, di 41 anni originario della città centrale di Konya, aveva con sé una borsa e brandiva un coltello lungo 30 centimetri mentre si avvicinava all'ambasciata. Da quanto confermato dall'ufficio del governatore di Ankara, l'aggressore ha agito da solo, smentendo così le prime indiscrezioni dei media locali secondo cui due uomini avrebbero cercato di attaccare la sede.
L'uomo è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla gamba dopo aver ignorato l'ordine di fermarsi da parte della polizia.
"Da un primo esame, l'uomo è apparso soffrire di disturbi mentali, non ha precedenti penali e non sono stati trovati legami con organizzazioni terroristiche", hanno precisato le autorità turche.
Agenti di polizia hanno controllato anche il contenuto della borsa che l'uomo aveva con sè senza trovare alcun possibile esplosivo. La zona è stata transennata e interdetta al traffico.

"Il personale è al sicuro. L'aggressore è stato colpito e ferito da una guardia di sicurezza locale prima che raggiungesse l'ambasciata", ha fatto sapere in una nota il ministero degli Esteri israeliano, precisando che l'uomo è stato fermato nel perimetro esterno alla zona protetta attorno all'ambasciata.

La Turchia sta affrontando una serie di minacce alla sicurezza, tra cui gli attacchi da parte di militanti dello Stato islamico e la ripresa degli scontri con i combattenti curdi del Pkk nel sud-est del Paese.
 

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