Tunisia, governo: Brahmi e Belaid uccisi da stessa arma, mano estremista

Tunisi (Tunisia), 26 lug. (LaPresse/AP) - Dietro l'omicidio di Mohammed Brahmi, uno dei leader dell'opposizione tunisina, ci sarebbe la stessa mano di estremisti islamici che hanno assassinato un altro oppositore del governo, Chokri Belaid, ucciso il 6 febbraio scorso. Lo ha detto in conferenza stampa il ministro dell'Interno tunisino, Lotfi Ben Jeddou, facendo riferimento ad analisi balistiche.

GOVERNO ACCUSA 30ENNE. Ad uccidere Brahmi, ha spiegato il ministro, è stato Boubakr Hakim, 30enne trafficante di armi nato in Francia, noto per le sue simpatie jihadiste. Le autorità sono giunte a questa conclusione grazie a prove fisiche e racconti di testimoni oculari. Quattordici i colpi di pistola che hanno raggiunto il politico. Hakim era già stato implicato in precedenza come membro di una cellula composta da 14 persone e responsabile dell'omicidio di Belaid. In quel caso l'operazione fu portata avanti da quattro membri del gruppo legato ad al-Qaeda, arrestati nel corso dell'indagine. L'arma usata in entrambi gli attacchi, ha spiegato Jeddou, è un pistola automatica 9mm. Di recente la polizia aveva perquisito la casa di Hakim trovando un'altra pistola, esplosivi e 90 munizioni.

PROTESTE NELLA NOTTE: POLIZIA USA LACRIMOGENI. Oggi il Paese nordafricano è bloccato dallo sciopero generale convocato dai maggiori sindacati per protestare contro l'omicidio. Molte sono le persone che puntano il dito contro il partito islamico al governo, Ennahda. Nella notte migliaia di persone sono scese in piazza e hanno attaccato le sedi locali del partito. La polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere i dimostranti nel centro della capitale Tunisi e in alcune province. Proprio per il timore di nuovi disordini, Corrente popolare, il partito di Brahmi, fa sapere che i funerali previsti inizialmente per oggi sono stati posticipati.

NASCE FRONTE SALVEZZA NAZIONALE. Intanto, diversi partiti liberali e di sinistra tunisini hanno annunciato la formazione del Fronte di salvezza nazionale, facendo appello alla disobbedienza civile e a tenere sit-in all'esterno dell'Assemblea nazionale fino a quando quest'ultima e il governo non saranno sciolti. Dopo il fatto di sangue di ieri, sono già numerose le dimissioni dall'Assemblea, eletta a ottobre 2011 e incaricata di scrivere una nuova Costituzione e guidare il Paese. La Costituzione dovrebbe essere completata a breve e nuove elezioni dovrebbero essere organizzate entro la fine dell'anno. Il nuovo gruppo di opposizione chiede la formazione di un governo di unità nazionale, incaricato di portare a termine la scrittura della carta e tenere un nuovo voto.

ENNAHDA: SIAMO SCONVOLTI. Nonostante le critiche e le accuse, il leader del partito di governo, Rachid Ghannouchi, si è detto "profondamente scioccato" dall'assassinio, giunto in un momento in cui il Paese ha bisogno di stabilità per completare la nuova Costituzione e la transizione politica. "La Tunisia - ha affermato - si stava preparando per completare gli sforzi mirati a concludere la transizione". Ghannouchi ha aggiunto che la Tunisia "era l'unica candela ancora accesa", un riferimento agli altri Paesi arabi che si erano rivolti contro le dittature e da allora sono sprofondati nell'instabilità politica. "I nemici - ha proseguito il leader di Ennahda - vogliono spegnere questa candela per coinvolgere la Tunisia nei problemi riscontrati in altri Paesi della primavera araba".

BAN KI-MOON: OMICIDIO NON FERMI PROCESSO DEMOCRATICO. Condanne per l'omicidio di Brahmi sono arrivate da tutto il mondo. Anche dal numero uno delle Nazioni unite. "Questo atroce atto - ha detto il segretario generale Ban Ki-moon - non deve permettere di far deragliare il progresso che la Tunisia continua a compiere nella sua transizione democratica, anche rispetto alla Costituzione, e nell'andare incontro alle aspirazioni sociali ed economiche del popolo tunisino".

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