Tunisia ferma per sciopero generale, migliaia a funerali Belaid

Tunisi (Tunisia), 8 feb. (LaPresse/AP) - Venerdì di tensione in Tunisia. Nella prima giornata di sciopero generale da 35 anni una folla di centinaia di migliaia di persone partecipa ai funerali del leader d'opposizione Chokri Belaid, assassinato mercoledì mattina a Tunisi mentre usciva dalla sua casa. La folla ha accompagnato il feretro fino al cimitero Jellaz della capitale e a scortare la processione c'era l'esercito, mentre gli elicotteri sorvegliavano dall'alto. Poco prima dell'arrivo al cimitero sono scoppiati degli scontri con la polizia e gli agenti hanno usato lacrimogeni. Intanto scuole, negozi e uffici sono chiusi e Tunis Air ha annunciato di avere cancellato per lo sciopero tutti i voli.

MIGLIAIA AI FUNERALI. Il corteo funebre è partito da casa dei genitori di Belaid. 'Siamo tutti Belaid' e 'Stop alla violenza' erano tra gli slogan più scanditi davanti all'abitazione. Presenti molti membri dell'opposizione, avvocati in abito rosso e semplici cittadini. "Non possiamo accettare che uccidano la libertà e la democrazia, questo è quello che stanno facendo, stiamo seppellendo un martire", ha detto uno dei partecipanti ai funerali, il veterinario 63enne Mohammed Souissi.

TAFFERUGLI E LANCI DI LACRIMOGENI VICINO CIMITERO. Scontri sono scoppiati vicino al cimitero. Secondo la tv privata Nessma, alcune gang di giovani hanno provato a rubare le auto di chi partecipava ai funerali e, quando la polizia è intervenuta, hanno cominciato a tirare sassi. Gli agenti hanno lanciato lacrimogeni, alcuni dei quali sono arrivati fin dentro il cimitero. Tafferugli anche quando alcuni funzionari, identificati come membri della coalizione di governo, sono stati fermati dalla folla, che non ha permesso loro di entrare. Il sentimento antigovernativo è molto diffuso nel Paese visto che molti, compresi i familiari di Belaid, accusano il partito al governo Ennnadha di essere complice dell'omicidio.

RECINTATO IL MINISTERO DELL'INTERNO. Intanto la tensione resta alta in tutto il Paese. Nella notte, secondo quanto riferiscono i media tunisini, sono state attaccate una dozzina di sedi di Ennadha in diverse città. Il ministero dell'Interno ha diffuso oggi un invito a mantenere la calma e la sede dello stesso ministero è stata circondata da barriere di ferro e filo spinato. La zona è pattugliata da veicoli blindati della polizia in previsione di possibili violenze.

IL PRIMO SCIOPERO GENERALE DA 35 ANNI. Lo sciopero generale di oggi è il primo da 35 anni. È stato indetto subito dopo l'omicidio di Belaid dal principale sindacato, l'Unione generale dei lavoratori tunisini. Tra i gruppi più organizzati della società tunisina, con una leadership di sinistra, l'Unione ha a lungo fatto da contraltare a Ennahda, mantenendo gli equilibri. Il sindacato non convocava uno sciopero generale del 1978, quando si verificarono scontri nel Paese.

CHI E' CHOKRI BELAID. Avvocato e leader dell'alleanza di partiti di sinistra nota come Fronte popolare, Belaid, 48 anni, è stato un feroce critico del partito al potere Ennahda, sostenendo che chiudesse un occhio davanti alle violenze compiute dagli estremisti nei confronti di altri partiti. La famiglia fa sapere che riceveva regolarmente minacce di morte, la più recente delle quali martedì, ma che si era rifiutato di limitare le sue attività di alto profilo, pur esponendosi a rischi.

LA CRISI POLITICA. L'omicidio ha riacceso le proteste, a poco più di due anni dalla rivolta che portò alla caduta di Ben Ali, e ha accentuato la crisi politica già in corso nel Paese. Ennadha, il partito al governo che ora molti accusano di essere responsabile dell'uccisione, era impegnato da settimane in negoziati per valutare l'estensione della coalizione di governo a membri dell'opposizione, ma i colloqui erano in stallo. Subito dopo l'assassinio molti partiti dell'opposizione hanno sospeso la loro partecipazione alla Costituente. Il premier, Hamadi Jebalil, ha proposto allora di sostituire il governo con un esecutivo di tecnici, ma il suo stesso partito Ennadha ha respinto la decisione.

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