Tunisia, ancora scontri dopo omicidio Belaid. Ennahda: No governo tecnico

Tunisi (Tunisia), 7 feb. (LaPresse/AP) - Tensione alta in Tunisia dopo che ieri il leader d'opposizione Chokri Belaid è stato ucciso mentre usciva da casa nella capitale. Una folla di persone ha accompagnato oggi il feretro dall'abitazione della vittima a quella del padre e i funerali sono stati fissati per domani. Intanto il Paese è in piena crisi politica. Dopo gli scontri di piazza di ieri, oggi la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere i dimostranti che hanno tentato di manifestare davanti al ministero dell'Interno e violenti scontri si sono verificati nella città meridionale di Gafsa.

In serata ieri il premier aveva annunciato che avrebbe formato un nuovo governo di tecnici. Oggi è arrivato il no di Ennadha, lo stesso partito al governo, che ha fatto sapere di non essere d'accordo con la decisione del primo ministro. Per domani il principale sindacato ha indetto uno sciopero generale, che potrebbe infiammare ulteriormente il Paese. Quello di Belaid è il primo assassinio di un politico nella Tunisia post rivoluzione del gelsomino, il cui percorso dalla dittatura alla democrazia è stato considerato finora un modello per il mondo arabo.

ENNADHA DICE NO A GOVERNO TECNICO. Il governo tecnico, nelle intenzioni del premier Hamadi Jebalil doveva essere unicamente finalizzato a organizzare nuove elezioni da tenersi "al più presto". Proposta bocciata da Ennadha, che da ieri viene accusato di aver permesso l'omicidio di Belaid. Secondo il vice presidente di Ennadha, Abdel-Hamid Jalasi, il Paese ha bisogno di avere al governo personaggi politici dell'opposizione.

OPPOSIZIONE FAVOREVOLE. La proposta del governo di tecnici è stata invece accolta con favore da diversi gruppi dell'opposizione, come Alleanza democratica e il partito di centro-destra Nida Tunis. Per Taieb Baccouche, segretario generale di Nida Tunis, "ci devono essere consultazioni immediate fra tutti i partiti per evitare decisioni unilaterali". "È una decisione coraggiosa richiesta dall'opposizione da tempo", ha commentato Mehdi Ben Gharbia di Alleanza democratica. Ennadha era impegnato da settimane in negoziati per valutare l'estensione della coalizione di governo a membri dell'opposizione, ma i colloqui erano in stallo. Le elezioni erano attese per l'estate, ma la data esatta doveva essere fissata in base a quando l'Assemblea costituente avrebbe approvato la nuova Carta. Ieri, dopo l'omicidio, molti partiti dell'opposizione hanno sospeso la loro partecipazione alla Costituente e hanno indetto uno sciopero generale che potrebbe nuovamente infiammare il Paese.

L'OMICIDIO. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa tunisina Tap, Belaid è stato ucciso mentre usciva da casa ed è stato portato in una clinica vicina, dove è morto. Il portavoce del ministro dell'Interno, Khaled Tarrouch, ha spiegato che chi ha sparato contro il politico ha esploso diversi colpi da breve distanza. L'autopsia condotta ieri sera ha portato a estrarre tre proiettili. Ieri invece la moglie di Belaid, intervistata dalla radio francese Rtl, aveva detto che il politico era stato ucciso con quattro colpi d'arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata: due alla testa, uno al collo e uno al cuore.

FOLLA ACCOMPAGNA IL FERETRO. Una folla commossa di persone ha accompagnato oggi il feretro verso la casa dei genitori di Belaid. I funerali sono stati fissati per venerdì, ma la famiglia ha fatto sapere che non è gradita la presenza di membri della coalizione di governo.

PROTESTE A TUNISI E DAVANTI SEDI ENNADHA. I manifestanti sono scesi in piazza accusando il governo di aver permesso che l'assassinio avvenisse. Cortei si sono tenuti ieri a Tunisi davanti al ministero dell'Interno e in diverse città davanti alle sedi di Ennahda. Nella capitale i dimostranti sono scesi in corteo davanti al ministero dell'Interno e lungo il viale già teatro delle proteste che due anni fa portarono alla cacciata di Ben Ali. A un certo punto è stata portata davanti al ministero un'ambulanza che trasportava il corpo di Belaid. Proteste anche in molte altre città, tra cui Susa, Gafsa e Monastir. Negli scontri è morto un poliziotto.

CHI E' CHOKRI BELAID. Avvocato e leader dell'alleanza di partiti di sinistra nota come Fronte popolare, Belaid, 48 anni, è stato un feroce critico del partito al potere Ennahda, sostenendo che chiudesse un occhio davanti alle violenze compiute dagli estremisti nei confronti di altri partiti. La famiglia fa sapere che riceveva regolarmente minacce di morte, la più recente delle quali martedì, ma che si era rifiutato di limitare le sue attività di alto profilo, pur esponendosi a rischi. Il motivo dell'omicidio non è chiaro.

Belaid era particolarmente critico nei confronti dei cosiddetti 'Comitati per proteggere la rivoluzione', che molti accusano di essere dietro alle violenze. Si tratta di gruppi che molti ritengono siano affiliati al partito Ennahda. I Comitati sostengono che la loro missione sia quella di cacciare ciò che resta del vecchio regime di Ben Ali. "Ci sono gruppi all'interno di Ennahda che incitano alla violenza", ha denunciato Belaid al canale Nessma TV la sera prima di essere ucciso. "Rachid Ghannouci considera le Leghe la coscienza della nazione, così risulta chiara la difesa degli autori delle violenze. Tutti coloro che si oppongono a Ennahda diventano obiettivo della violenza", aveva aggiunto il leader del Fronte popolare. Nel fine settimana alcuni radicali avevano interrotto un corteo guidato da Belaid nel nord della Tunisia; era stato solo l'ultimo di una lunga serie di casi di raduni politici interrotti da gang.

DUE ANNI FA LA CADUTA DI BEN ALI. L'omicidio giunge mentre il governo tunisino sta negoziando con i partiti d'opposizione per un rimpasto e possibilmente per estendere la coalizione al potere. Settimane di colloqui, tuttavia, non hanno ancora portato a nulla perché i partiti sembrano incapaci di raggiungere un accordo sulla redistribuzione del potere. Pochi giorni fa, il 14 gennaio, era stato ricordato il secondo anniversario della caduta di Ben Ali a seguito della rivoluzione del gelsomino. Le rivolte erano partite il 17 dicembre del 2010, quando il venditore ambulante 26enne Mohammed Bouazizi si era dato fuoco nel piccolo paesino di Sidi Bouzid dando il via, inconsapevolmente, a una serie di proteste destinate a cambiare il volto del mondo arabo dall'Egitto al Marocco alla Libia. A 24 mesi dalla fuga dell'uomo forte della Tunisia, la preoccupazione principale dell'opposizione sono appunto le 'Leghe per la protezione della rivoluzione', denunciate anche da Belaid. Inizialmente si trattava di comitati creati per sorvegliare i quartieri nel caos immediatamente dopo la rivoluzione, ma il loro profilo si è via via trasformato e le Leghe sono state coinvolte in aggressioni agli oppositori dell'esecutivo e in diversi attacchi alla principale sede dei sindacati.

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